Roma, 5 febbraio 2026 – Il segretario di Azione, Carlo Calenda, ha espresso un giudizio severo sull’operato del governo in materia di sicurezza, sottolineando l’inefficacia delle misure adottate e proponendo alternative concrete. Le sue dichiarazioni sono arrivate nel corso della trasmissione Start su Sky TG24, in un contesto segnato dalla recente approvazione del decreto sicurezza da parte del Senato.
Calenda critica il decreto sicurezza: “Norme penali non bastano”
Carlo Calenda ha commentato il decreto sicurezza, recentemente approvato definitivamente in Senato con 109 voti favorevoli, 69 contrari e un’astensione, evidenziando come il governo stia affrontando la questione con “norme penali” che, a suo avviso, non risolvono i problemi reali. “Il governo sta sbagliando perché risponde ai fatti di cronaca con norme penali, non fa le cose che andrebbero fatte come i Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) in tutte le regioni e l’assunzione di carabinieri“, ha affermato il leader di Azione.
Calenda ha inoltre criticato la creazione di nuovi reati specifici, come quello relativo ai rave party e l’introduzione di aggravanti particolari, definendoli “inutili e inefficaci“ per migliorare la sicurezza. Ha sottolineato che su questo tema non si sta affrontando seriamente la questione, richiamando l’attenzione sulla necessità di interventi strutturali e di migliore organizzazione delle forze dell’ordine.
“Io sono totalmente favorevole a fare delle coalizioni ma a patto che ci siano punti non negoziabili“. Lo ha dichiarato il segretario di Azione Carlo Calenda, ospite a Start su Sky TG24. “Se io avessi domani una coalizione di centrosinistra che dice sull’Ucraina, sul riarmo, sul federalismo europeo, siamo dritti come dei fusi ci parlerei subito. Siamo sempre disponibili a parlare purché non ci siano estremisti, ma su valori di fondo. Per molto tempo mi è stato chiesto se fossi entrato nel campo largo. Rispondo come sempre: stiamo dove ci hanno messo gli italiani. Da quando è nata Azione non siamo entrati nel Conte II, abbiamo supportato il governo Draghi, abbiamo affrontato come Terzo Polo le elezioni, continueremo a far così“.
Tensioni politiche e sicurezza: la posizione
Oltre alla critica sulle misure di sicurezza, Calenda ha commentato la dinamica politica che vede un governo sempre più orientato verso posizioni di destra e antieuropeiste, in particolare dopo l’addio di Vannacci alla Lega. Ha definito la priorità di Azione quella di promuovere un’Europa federale, posizione che si ritroverebbe isolata nel panorama politico attuale.
Inoltre, Calenda ha condannato l’atteggiamento infantile delle opposizioni che non hanno votato la risoluzione di maggioranza sulla sicurezza, definendo “da bambini” la decisione di non unirsi in un voto comune di solidarietà alle forze dell’ordine. Il dibattito politico si inserisce in un clima acceso che ha visto anche tensioni in Senato durante la discussione sul decreto sicurezza.
L’approvazione del decreto, che introduce 14 nuovi reati e 9 aggravanti, ha suscitato reazioni contrastanti, con il governo che ne difende l’efficacia per garantire sicurezza e legalità, mentre le opposizioni denunciano un eccesso di repressione e un indebolimento delle libertà civili. Carlo Calenda si colloca in una posizione critica verso l’approccio punitivo, sollecitando invece interventi concreti e strutturati per affrontare le criticità in materia di sicurezza.





