Milano, 29 gennaio 2026 – Come annunciato da Guido Bertolaso, prosegue il miglioramento delle condizioni dei feriti dell’incendio avvenuto a Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana, ricoverati presso l’ospedale Niguarda di Milano. Lo ha confermato oggi il direttore generale di Niguarda, Alberto Zoli, nel corso dell’inaugurazione dell’ospedale olimpico, struttura che sarà a disposizione per le cure di autorità e personaggi famosi durante i Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026.
Migliorano i feriti di Crans-Montana: Bertolaso annuncia prossime dimissioni
L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha confermato che i pazienti ricoverati stanno seguendo un decorso positivo. “Tre ragazzi sono ancora in condizioni critiche con prognosi riservata, ma stanno migliorando e speriamo presto di poter dire che sono tutti fuori pericolo”, ha dichiarato Bertolaso.
“Speriamo durante le Olimpiadi di poter dimettere qualcuno”, ha aggiunto, sottolineando che nei prossimi giorni saranno forniti ulteriori aggiornamenti. Due pazienti sono già stati dimessi la scorsa settimana e si attende che nelle prossime settimane altri possano tornare a casa. Un giovane con grave insufficienza respiratoria, non legata a ustioni estese, è stato trasferito al Policlinico di Milano per ricevere trattamenti specialistici, tra cui la terapia ECMO, altamente qualificata in quella struttura.

Ospedale olimpico pronto ad accogliere autorità e VIP durante i Giochi
Nel contesto dell’evento sportivo internazionale, l’ospedale olimpico presso il Niguarda sarà operativo per fornire assistenza sanitaria a eventuali autorità o VIP stranieri che dovessero necessitare di cure. L’assessore Bertolaso ha assicurato che “sicuramente li cureremmo meglio di come sarebbero a casa loro”, sottolineando l’efficienza e la preparazione del personale sanitario lombardo.
Nel frattempo, l’inchiesta sul rogo di Crans-Montana prosegue con quattro persone indagate, tra cui i gestori del locale Jacques e Jessica Moretti e due funzionari comunali, Christophe Balet e Ken Jacquemoud. Sono programmati nuovi interrogatori a febbraio e si attende la collaborazione tra le autorità giudiziarie svizzere e italiane per chiarire le cause e le responsabilità dell’incendio che ha causato 40 vittime e 116 feriti.






