Torino, 29 gennaio 2026 – La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è intervenuta con fermezza sulla recente situazione che coinvolge l’Università di Torino, chiedendo un impegno deciso da parte di tutte le istituzioni per la tutela dell’ateneo. Nel corso di una telefonata con la rettrice Cristina Prandi, Bernini ha espresso preoccupazione per l’occupazione illegale di Palazzo Nuovo, sottolineando come tale gesto rappresenti un ostacolo alla missione fondamentale dell’Università: garantire l’insegnamento e il diritto allo studio.
Bernini: “Università spazio di libertà, non centro sociale”
Durante il confronto telefonico con la rettrice, la ministra Bernini ha ribadito che un’occupazione illegale non ha nulla a che vedere con la libera manifestazione del pensiero. Si tratta, ha detto, di un atto di forza che compromette le attività accademiche e limita i diritti dell’intera comunità universitaria, comprimendo libertà fondamentali e ostacolando la vita studentesca e docente. Per Bernini, l’Università deve essere difesa come un luogo libero, autonomo e aperto, dove il dissenso si esprime nel rispetto delle regole, non mediante la violenza o l’occupazione forzata.
La ministra ha definito la situazione in atto a Torino “inaccettabile” e ha assicurato il pieno supporto del Ministero per affrontare e risolvere la crisi, confermando la necessità che tutte le istituzioni si schierino chiaramente a favore di chi studia e insegna, promuovendo il dialogo e il confronto.

L’impegno per un ambiente universitario sicuro e libero da violenze
Parallelamente a queste tensioni, l’Unione degli Universitari (UDU) ha lanciato una importante iniziativa nazionale per contrastare le violenze e le molestie negli atenei italiani, con un questionario anonimo rivolto a studenti e studentesse. L’obiettivo è raccogliere testimonianze dirette e dati concreti per migliorare la sicurezza e la tutela nelle università, tema di attualità anche all’Università di Torino.
L’UDU, attraverso la coordinatrice Camilla Piredda, ha chiesto alla ministra Bernini un impegno concreto per istituire sportelli antiviolenza indipendenti in tutti gli atenei, per offrire assistenza legale e psicologica alle vittime, evitando conflitti di interesse e garantendo un ambiente universitario più sicuro e inclusivo.
L’Università di Torino, con i suoi oltre 81.000 studenti e una storica tradizione accademica, resta così al centro di un dibattito che coniuga la difesa della libertà accademica con la necessità di garantire sicurezza e rispetto delle regole all’interno delle sue sedi.





