Roma, 18 gennaio 2026 – L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) lancia un allarme alla Commissione Europea sulle gravi criticità che stanno interessando l’attuazione del progetto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) in materia di giustizia, con particolare riferimento ai processi in materia di asilo e alla stabilizzazione del personale dell’Ufficio per il Processo.
Anm: rischio collasso della giustizia per mancanza di fondi
Secondo quanto riportato in una richiesta di audizione inoltrata dall’ANM alla Commissione Ue, il governo italiano non ha stanziato i fondi necessari per reclutare le 10mila unità di funzionari previsti dal progetto Pnrr. Questa carenza rischia di vanificare risorse e progettualità, compromettere il consolidato metodo di lavoro in team e far perdere rapidamente i progressi conseguiti nell’attuazione del Pnrr.
La situazione è particolarmente grave, sottolineano, nelle Sezioni specializzate per la protezione internazionale, dove un supporto qualificato al giudice è essenziale per garantire il corretto svolgimento dei processi in materia di asilo, che si inseriscono nel sistema comune europeo dell’asilo.
Mancata stabilizzazione del personale e fuga di competenze
Nel documento approvato dal Consiglio direttivo centrale dell’ANM si evidenzia che, nonostante l’impegno formale del governo a mantenere in servizio 10mila unità di personale tecnico-amministrativo e funzionari addetti all’Ufficio per il Processo, al 31 ottobre 2025 il personale effettivamente in servizio era sceso a 8.930 unità. L’ANM denuncia che, in assenza di un progetto concreto di stabilizzazione, oltre mille funzionari altamente qualificati e formati hanno abbandonato l’amministrazione giudiziaria per altre opportunità lavorative. Nonostante l’annuncio ministeriale dell’agosto 2025, a gennaio 2026 nessun bando è stato pubblicato per la stabilizzazione del personale, a meno di sei mesi dalla conclusione del progetto previsto dal Pnrr.
L’ANM ha chiesto un’audizione urgente presso la Commissione Europea per illustrare la situazione critica che rischia di determinare un vero e proprio collasso del sistema giudiziario italiano, evidenziando la necessità di rispettare gli impegni presi in sede europea per non compromettere la riforma strutturale dell’organizzazione del lavoro degli uffici giudiziari.





