Roma, 8 marzo 2026 – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Mara Carfagna, segretaria di Noi Moderati, sottolinea l’urgenza e la necessità di trovare convergenze sui temi delle donne, nonostante le differenze politiche. In un intervento pubblicato su Il Messaggero, Carfagna richiama l’attenzione sul valore fondamentale della parità di genere come fondamento dei valori costituzionali europei e occidentali, e come indicatore dello stato di salute di una società democratica.
Il richiamo di Mara Carfagna: unità e dialogo per i diritti delle donne
“In questo 8 Marzo di guerra, sofferenza, incertezza, parlare di diritti delle donne potrebbe sembrare secondario. Non lo è”, scrive Carfagna, evidenziando che la tutela dei diritti femminili rappresenta il dato più significativo del mondo che si vuole difendere. La parlamentare ribadisce che, seppure i temi come la legge sullo stupro, la riforma degli organismi di parità e la lotta contro la violenza economica dividano le opinioni, è indispensabile cercare un punto di incontro.
“Possiamo cercare e trovare un punto di incontro, come abbiamo fatto in passato sullo stalking, sui matrimoni forzati, sul revenge porn. Dividerci significa andare allo stallo, e lo stallo è nemico delle donne”, afferma la segretaria di Noi Moderati, ricordando la sua personale esperienza nella promozione di leggi contro lo stalking e altre forme di violenza.
Carfagna individua tre punti essenziali di confronto: la legge sul consenso, il congedo paritario e la creazione di un’Autorità per la Parità. Sul primo tema, la legge sul consenso, Carfagna ha votato con convinzione il testo approvato alla Camera e invita a un confronto costruttivo sulle modifiche al Senato, con particolare attenzione al principio che “è la volontà della donna che distingue un rapporto sessuale da uno stupro”, principio ribadito più volte dalla Cassazione.
La posizione di Carfagna sul congedo paritario
Riguardo al congedo paritario, Carfagna riconosce che si tratta di un principio condiviso da tutte, ma sottolinea le difficoltà legate alle coperture finanziarie. La proposta dell’opposizione, che prevedeva cinque mesi di congedo per tutti i padri con un certo livello di retribuzione, avrebbe assorbito un quinto delle risorse dell’ultima legge finanziaria, quindi non sostenibile nei termini attuali. Tuttavia, la parlamentare auspica un’estensione graduale della garanzia.
Infine, sul terzo punto, Carfagna si sofferma sul decreto che recepisce le indicazioni europee per istituire in Italia una Autorità per la Parità dotata di indipendenza, risorse e autonomia, con articolazioni territoriali. L’obiettivo è superare un assetto che finora ha prodotto risultati limitati, considerando che negli ultimi tre anni le segnalazioni sono state appena duemila all’anno. “Lavoriamo insieme per fare dell’Autorità una roccaforte di diritti per tutte le italiane”, conclude il suo appello.
Tensioni politiche e visioni divergenti
Nel contesto delle celebrazioni dell’8 marzo emergono però anche posizioni critiche verso l’attuale governo. La deputata del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, denuncia su social media che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, pur essendo la prima donna a guidare un esecutivo italiano, rappresenterebbe uno “scudo rosa” per un governo che, a suo giudizio, agisce contro gli interessi delle donne. Appendino cita alcune decisioni politiche come la cancellazione dell’Opzione Donna, il rifiuto del congedo paritario e il mancato sostegno al salario minimo, evidenziando come queste misure colpiscano in particolare le lavoratrici.
Dall’altra parte, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, utilizza i social per rendere omaggio alle donne italiane sottolineando l’importanza di riconoscere il ruolo femminile nella società e impegnarsi affinché siano garantite pari opportunità, rispetto e valorizzazione del talento femminile. La Russa ricorda che la Giornata Internazionale della Donna rappresenta anche un momento di riflessione sulle sfide ancora da affrontare, ribadendo l’impegno istituzionale nel contrasto a tutte le forme di discriminazione e violenza.
In questo quadro, la posizione di Carfagna si distingue per un invito alla responsabilità e al dialogo tra donne parlamentari, indipendentemente dalle appartenenze politiche, affinché si possa evitare che la questione femminile diventi terreno di scontro politico fine a sé stesso. “Sarebbe davvero beffardo per le madri e lavoratrici italiane vedere i loro diritti usati come bandierina polemica di un conflitto che non porta risultati ma solo rabbie”, avverte.






