Una gara costruita sulla resistenza, sulla determinazione e su una rimonta che sembrava impossibile. A Livigno arriva un’altra gioia per l’Italia grazie a Michela Moioli, che conquista la medaglia di bronzo nello snowboard cross femminile e porta il bottino azzurro a 18 podi complessivi: sei ori, tre argenti e nove bronzi. Un risultato arrivato al termine di una giornata intensa, segnata da emozioni forti e da un percorso tutt’altro che semplice.
Una finale combattuta fino all’ultima curva
Sulla pista valtellinese, la snowboarder bergamasca ha chiuso alle spalle dell’australiana Baff e della ceca Adamczykova, al termine di una finale ricca di colpi di scena. La gara ha seguito un copione già visto poche ore prima: una partenza complicata e una progressiva rimonta costruita curva dopo curva.
Quando il podio sembrava ormai sfumato e il quarto posto appariva inevitabile, Moioli è riuscita a restare agganciata al gruppo di testa nelle ultime sezioni del tracciato, trovando la traiettoria ideale nel finale e superando la svizzera Noemie Wiedmer per conquistare una medaglia che, fino a pochi istanti prima, sembrava irraggiungibile.
Dall’ultimo posto alla finale: la rimonta di Moioli
Il cammino di Moioli verso la medaglia era iniziato già con grande difficoltà. In semifinale, infatti, l’azzurra era partita male ritrovandosi in fondo al gruppo, ma ha dato vita a una rimonta spettacolare che le ha permesso di chiudere al primo posto e accedere alla final A.
Un risultato ancora più significativo considerando il percorso nelle batterie precedenti: dopo aver ottenuto il sesto tempo nelle qualificazioni, Moioli aveva saputo crescere progressivamente, conquistando prima i quarti e poi la semifinale con il miglior tempo.
Tre Olimpiadi, tre medaglie nello snowboard cross
Il bronzo di Livigno completa una straordinaria continuità olimpica per l’atleta italiana. Dopo l’oro conquistato a Pyeongchang 2018 e l’argento nella gara a squadre a Pechino 2022, arriva un nuovo podio ai Giochi di Milano-Cortina 2026, sempre nella stessa disciplina.
Una collezione completa che testimonia la longevità sportiva e la capacità di restare competitiva ai massimi livelli per tre edizioni consecutive delle Olimpiadi invernali.
La caduta prima della gara e la paura di non esserci
Il bronzo assume un valore ancora maggiore se si considera quanto accaduto pochi giorni prima della competizione. Durante una ricognizione sulla pista di Livigno, a due giorni dall’esordio, Moioli era stata coinvolta in una caduta dopo un contatto con un’altra atleta.
Trasportata in ospedale per accertamenti, aveva riportato un trauma facciale e diversi segni evidenti sul volto. Dopo controlli medici e sedute di fisioterapia, la snowboarder non ha mai preso in considerazione l’idea di rinunciare alla gara, presentandosi comunque al via nonostante la paura e le difficoltà fisiche.
Le lacrime di Moioli sul podio
Al termine della gara, l’emozione ha preso il sopravvento. Sul podio di Livigno, Moioli si è commossa celebrando quella che rappresenta la terza medaglia olimpica della sua carriera.
L’atleta ha voluto ringraziare in particolare la squadra e le persone che l’hanno sostenuta durante il percorso, sottolineando quanto il risultato sia frutto di un lavoro collettivo. Ha poi dedicato un saluto speciale alla nonna, che l’ha seguita da casa, condividendo un momento particolarmente sentito davanti alle telecamere Rai.
“Ho ascoltato quella vocina che mi diceva di non mollare”
Nelle interviste successive alla gara, la snowboarder ha raccontato le difficoltà vissute nei giorni precedenti, segnati da tensione e notti insonni. Nonostante tutto, ha spiegato di aver continuato a credere nelle proprie possibilità, seguendo quella determinazione interiore che l’ha spinta a non arrendersi.
Moioli ha sottolineato di sentirsi estremamente orgogliosa non solo per la medaglia conquistata, ma per l’intero percorso affrontato, reso possibile dal sostegno della squadra e della famiglia. Il suo obiettivo, ha raccontato, era semplicemente esserci e permettere al proprio corpo di fare ciò che sa fare fin da quando era bambina sulla tavola da snowboard.
Una missione riuscita fino in fondo, culminata in un bronzo dal sapore speciale e in un’altra pagina memorabile dello sport azzurro.






