Per mesi è stata al centro di dubbi, critiche e timori sui tempi di consegna; oggi, però, la Santagiulia Ice Hockey Arena delle Olimpiadi di Milano-Cortina incassa una promozione autorevole. A difenderla è Jon Cooper, commissario tecnico del Canada, che dopo l’allenamento della sua squadra ha parlato senza mezzi termini di “ingiustizia” rispetto alla narrazione che aveva accompagnato la vigilia olimpica.
Le parole di Cooper sull’arena dell’Hockey a Milano-Cortina
“È una delle piste più belle che abbia mai visto all’esterno, di notte… è fenomenale”, ha detto Cooper, colpito anche dall’impatto scenografico della facciata illuminata. “Alcune delle storie uscite prima delle Olimpiadi sono un’ingiustizia rispetto a ciò che si prova realmente dentro l’arena. È fantastica. Non vedo l’ora di vederla piena di gente, perché sembra che sarà straordinaria”.
Parole che segnano un’inversione rispetto ai mesi in cui la struttura destinata a ospitare il torneo di hockey di Milano-Cortina 2026 era stata descritta come un cantiere problematico, con il timore concreto di non rispettare le scadenze — anche in vista del ritorno dei giocatori NHL ai Giochi dopo 12 anni di assenza.
Il banco di prova dell’arena dell’hockey a Milano-Cortina: cinque allenamenti in un giorno
La giornata di domenica ha rappresentato il test più severo per la superficie di gioco: cinque sessioni di allenamento consecutive, molte delle quali con protagonisti atleti NHL abituati a ritmi altissimi.
Durante l’ultima sessione, quella del Canada, la neve sul ghiaccio si è accumulata più del solito. Nessun allarme, però, tra i giocatori, che non hanno segnalato criticità particolari all’interno dell’impianto da 11.600 posti, ancora segnato dall’odore di vernice fresca nei corridoi.
Il capitano Sidney Crosby ha ridimensionato le perplessità della vigilia: “Ho sentito molte cose diverse prima di arrivare qui. Penso che abbiano fatto un ottimo lavoro. Tante squadre entrano ed escono continuamente, ma è normale in eventi di questo livello”.
Sulla stessa linea anche il capitano degli Stati Uniti, Auston Matthews, sceso in pista nella fascia oraria precedente: “Non riesco a immaginare cosa significhi organizzare un evento del genere con così poco tempo a disposizione. Hanno fatto un ottimo lavoro. L’impianto è buono, la pista è bella, il ghiaccio è solido — non sarà mai perfetto — ma è fantastico”.
Più prudente il giudizio dello svizzero Nino Niederreiter: “La pista in generale è fantastica, davvero bellissima. Sul ghiaccio credo ci sia ancora un po’ di lavoro da fare, sembrava leggermente morbido. Ma con così tanti allenamenti ravvicinati non è semplice”.
Strutture essenziali ma funzionali: “Campo di gioco alla pari”
L’arena dispone di 12 spogliatoi e di una pista di allenamento adiacente. Non si tratta delle strutture ultra-moderne a cui sono abituate le stelle NHL, ma il clima resta pragmatico. “È un campo di gioco alla pari per tutti”, ha osservato Connor McDavid. “È lo stesso ghiaccio su cui pattinano tutti”.
Il commento sull’arbitraggio
Giovedì il Canada farà il suo esordio nel torneo e tra le novità c’è Tom Wilson, attaccante fisico e intenso, pronto al debutto internazionale. In allenamento ha pattinato accanto a McDavid e Macklin Celebrini. Alla domanda se dovrà adattare il proprio stile a un arbitraggio generalmente più severo rispetto alla NHL, ha risposto con naturalezza: “Non ci ho pensato. Per me è hockey. Giocherò duro, veloce e farò tutto il necessario per vincere per questo Paese”.






