Milano, 9 febbraio 2026 – Un gesto provocatorio e una foto diventata virale sui social media hanno scatenato una serie di reazioni contro lo sciatore freestyle Gus Kenworthy, in gara alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. La scritta offensiva “Fuck Ice” tracciata con la pipì sulla neve tra gli sci del campione ha attirato minacce e insulti nei confronti dell’atleta, noto anche per il suo impegno come attivista per i diritti LGBT.
Le minacce e il supporto del Team GB
Gus Kenworthy, 34 anni, scalatore freestyle di doppia nazionalità, statunitense e britannica, si è trovato al centro di una bufera mediatica dopo la diffusione della foto su Instagram. Nonostante l’intensità delle critiche e delle offese, il campione si prepara a competere nelle prossime gare olimpiche. La British Olympic Association, consapevole della situazione, ha prontamente attivato i servizi di supporto psicologico per l’atleta, sottolineando che “il benessere degli atleti è una priorità e si interviene in modo proattivo in caso di minacce o abusi sui social media”.
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In un video, Kenworthy ha denunciato di aver ricevuto messaggi carichi di odio, con minacce di gravi danni fisici, ma ha ribadito con forza l’importanza di “parlare ad alta voce e resistere alle ingiustizie”. L’atleta ha inoltre chiarito il proprio sentimento verso gli Stati Uniti: “Puoi amare gli Usa ed essere orgoglioso di essere americano, io lo sono, ma si può esserlo senza supportare alcune politiche dell’amministrazione attuale”.
Profilo e carriera di Gus Kenworthy
Nato a Chelmsford, Inghilterra, e cresciuto negli Stati Uniti, Kenworthy ha gareggiato per entrambe le nazionali durante la sua carriera, conquistando una medaglia d’argento alle Olimpiadi di Soči 2014 nello slopestyle. Attivo anche nel mondo dello spettacolo come attore e personaggio televisivo, è noto per la sua apertura pubblica sull’orientamento sessuale, fatto che lo ha reso un simbolo per la comunità LGBT nello sport. Nel 2019 ha annunciato il passaggio a rappresentare la Gran Bretagna, con cui ha continuato a ottenere successi internazionali fino al suo ritiro nel 2022. Tuttavia, per Milano-Cortina 2026, ha deciso di tornare in gara per un’ultima Olimpiade.
Il caso di Kenworthy mette in luce non solo le tensioni sociali legate all’attivismo sportivo, ma anche il crescente ruolo dei social media nel plasmare la vita degli atleti, costretti a confrontarsi con un pubblico sempre più divisivo e aggressivo.






