Roma, 7 marzo 2026 – In occasione dell’apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, rilancia con forza un messaggio di inclusione e pari dignità tra atleti olimpici e paralimpici. Intervistata da Il Resto del Carlino, Locatelli ha sottolineato come sia ormai urgente che Olimpiadi e Paralimpiadi si svolgano contestualmente, sotto lo stesso simbolo e in un’unica cerimonia.
Olimpiadi e Paralimpiadi: la proposta di un unico grande evento di Alessandra Locatelli
Il ministro ha evidenziato come la differenziazione temporale e simbolica tra le due manifestazioni sportive non favorisca la piena inclusione delle persone con disabilità, che oggi rappresentano una realtà profondamente cambiata rispetto a 50 anni fa. “Le persone con disabilità hanno raggiunto obiettivi importanti ed è giusto che abbiano le stesse opportunità“, ha dichiarato Alessandra Locatelli. Ha inoltre sottolineato che i compensi per gli atleti paralimpici dovrebbero essere equiparati a quelli degli olimpici, un principio che a suo giudizio ancora non si realizza pienamente.
Le Paralimpiadi come motore di cambiamento culturale e sociale
Riguardo all’impatto dei Giochi, il ministro ha espresso la speranza che l’eredità lasciata da queste competizioni vada oltre lo sport, diventando un segnale forte per l’accessibilità delle strutture e per il superamento di barriere fisiche e culturali nella vita quotidiana. Alessandra Locatelli ha inoltre sottolineato il ruolo fondamentale della comunicazione inclusiva, con particolare attenzione al linguaggio dei segni e agli strumenti per persone sorde o ipovedenti, e l’importanza della formazione dei volontari per garantire un’accoglienza attenta a tutti.
Il ministro ha infine ribadito il dovere della società nel suo complesso di garantire il pieno diritto di cittadinanza alle persone con disabilità, estendendo questo principio non solo allo sport ma anche al lavoro, alla vita sociale e alle relazioni interpersonali. “Nessuno si può chiamare fuori“, ha concluso, sottolineando come il cammino verso una piena inclusione sia una sfida collettiva.






