Milano, 7 febbraio 2026 – Nel cuore dell’antica Grecia, la tregua olimpica rappresentava un momento sacro di sospensione delle ostilità per permettere lo svolgimento pacifico dei Giochi Olimpici. Tuttavia, uno degli episodi più controversi si verificò nel 364 a.C., come narrato dallo storico ateniese Senofonte, quando la tregua non impedì lo scoppio di un violento scontro armato tra gli abitanti di Elide e i Pisatidi proprio nell’area sacra di Olimpia.
La tregua olimpica nell’antichità: un ideale fragile
La tregua olimpica, o ἐκεχερία, era stata istituita per garantire la sicurezza di atleti e spettatori durante i Giochi, sospendendo temporaneamente i conflitti tra le città greche. Questa consuetudine, però, non estendeva il divieto di guerra a tutta la Grecia, ma mirava unicamente a proteggere lo svolgimento delle celebrazioni sportive. La sua efficacia dipendeva dalla buona volontà delle parti, soprattutto degli abitanti di Elide, che fungevano da garanti del rispetto della tregua, e ciò si rivelava spesso problematico a causa delle rivalità politiche e territoriali con Pisa.
Nel 364 a.C., Senofonte racconta che, durante le gare del pentathlon, gli Elei, sostenuti da alleati achei, attaccarono i Pisatidi, che riuscirono a radunare un consistente esercito comprendente opliti argivi e cavalieri ateniesi. La battaglia si svolse nell’Altis, la zona sacra di Olimpia, trasformando così un luogo dedicato allo sport e alla pace in un teatro di guerra e profanazione. Gli Elei si ritirarono dopo un giorno di combattimenti, ma l’episodio segnò un punto nero nella storia della tregua olimpica, evidenziandone i limiti e la fragilità.
Senofonte: il racconto dell’evento e la sua figura storica
Senofonte, nato ad Atene intorno al 430 a.C., è una fonte primaria per la ricostruzione di questo evento. Storico, filosofo e militare, Senofonte fu allievo di Socrate e partecipò in prima persona a numerose spedizioni militari, tra cui quella dei Diecimila mercenari greci in Asia Minore. Le sue opere, come le “Elleniche”, forniscono un resoconto dettagliato degli avvenimenti greci dal 411 al 362 a.C., sebbene la sua visione politica filo-spartana influenzi talvolta la narrazione.
Egli descrive con accuratezza lo scontro a Olimpia, sottolineando la violazione della sacralità del luogo e della tregua stessa, e offre testimonianza di una Grecia in cui, nonostante gli ideali olimpici di pace e fratellanza, le rivalità locali potevano ancora sfociare nell’ostilità armata.
La rilevanza contemporanea della tregua olimpica
Oggi, la tregua olimpica ha assunto un valore simbolico e diplomatico a livello globale. Dal 1992, il Comitato Olimpico Internazionale, con il sostegno delle Nazioni Unite, rinnova l’invito agli Stati di sospendere le ostilità durante lo svolgimento dei Giochi Olimpici, un ideale che richiama l’antica tradizione greca. Nonostante ciò, la tregua moderna è stata violata in alcune occasioni, testimoniando le difficoltà di coniugare sport e pace in un mondo complesso.
Nel contesto del 2026, con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina, si celebra anche una grande mostra dedicata alla storia millenaria dei Giochi Olimpici. La mostra, organizzata dalla Fondazione Luigi Rovati in collaborazione con il Museo Olimpico di Losanna, propone un percorso espositivo che unisce reperti antichi a cimeli sportivi contemporanei, ricordando come l’ideale olimpico abbia attraversato i secoli, mantenendo saldi i valori di pace, inclusione e rispetto. Tra gli oggetti esposti, spiccano la Tomba delle Olimpiadi, con le sue pitture murali etrusche, e la maglia di Usain Bolt, simboli di un patrimonio culturale e sportivo universale.
Questo connubio tra passato e presente sottolinea l’importanza di preservare e promuovere la pace attraverso lo sport, un messaggio che risuona ancor più forte alla vigilia di un’edizione olimpica che si terrà in Italia, terra custode di una tradizione millenaria.






