La squalifica dello skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych continua ad alimentare un acceso dibattito internazionale, trasformando una decisione sportiva in un caso politico e simbolico. Dopo l’esclusione dalla gara olimpica per aver indossato un casco commemorativo dedicato agli sportivi ucraini morti dall’inizio dell’invasione russa, sui social e tra gli osservatori internazionali si moltiplicano le accuse di incoerenza nei confronti del Comitato Olimpico Internazionale.
La squalifica decisa dal CIO
L’atleta ucraino è stato escluso dalla competizione di skeleton del 12 febbraio dopo aver rifiutato di sostituire un casco decorato con i ritratti di atleti e allenatori uccisi durante la guerra in Ucraina. Inizialmente il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) aveva anche ritirato il suo accredito ai Giochi di Milano-Cortina, decisione poi parzialmente rivista.
Dopo l’intervento della presidente del CIO Kirsty Coventry, Heraskevych ha potuto rimanere all’interno del villaggio olimpico, pur restando escluso dalla competizione. Lo skeletonista ha quindi presentato ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS), chiedendo la reintegrazione oppure la possibilità di effettuare una discesa controllata che gli consenta di restare in gara mentre i giudici valutano il caso. Le ultime due manche sono previste per la serata di venerdì.
Le accuse di incoerenza nei confronti del CIO
La vicenda ha attirato l’attenzione di numerosi account pro-Ucraina, tra cui Saint Javelin, che ha denunciato presunte differenze nel modo in cui il CIO applica le regole agli atleti russi e ucraini. Secondo queste critiche, in stagioni precedenti gli slittinisti russi Pavel Repilov e Daria Olesik avrebbero gareggiato con equipaggiamenti recanti il logo della società Energon LLC senza subire sanzioni.
While Ukrainian athlete who honor his fallen teammates face ban, Russian lugers Pavel Repilov and Daria Olesik were allowed to compete under a “neutral” flag after openly promoting a company that co-produces the very drones killing Ukrainians.
The company, Energon LLC, is under… pic.twitter.com/Xe8AEKOejX
— Saint Javelin (@saintjavelin) February 13, 2026
Il confronto tra i casi è stato presentato come prova di un’applicazione non uniforme delle norme olimpiche: da un lato un tributo commemorativo punito con la squalifica, dall’altro la partecipazione di atleti collegati a un sistema sportivo sostenuto economicamente da un’azienda soggetta a sanzioni internazionali.
Energon LLC e i legami con il settore tecnologico russo
Al centro delle polemiche si trova Energon LLC, società con sede a San Pietroburgo attiva nella distribuzione di microelettronica, batterie industriali e componenti tecnologici. Sul sito ufficiale dell’azienda è pubblicato un comunicato che annuncia, dal 1° settembre 2023, la sponsorizzazione della Federazione russa di slittino.
Secondo dati commerciali e analisi di settore, l’azienda sarebbe coinvolta nella fornitura di materiali destinati anche all’industria dei droni, inclusi componenti e tecnologie utilizzate per veicoli aerei senza pilota. Il portale Ukraine’s War & Sanctions segnala Energon tra le entità colpite da misure restrittive adottate da Stati Uniti, Unione europea, Regno Unito e Canada.
Le sanzioni internazionali e il quadro normativo
Energon LLC figura inoltre nella lista delle aziende sanzionate dal Dipartimento del Tesoro statunitense nell’ambito dell’Executive Order 14024, provvedimento rivolto ai settori strategici dell’economia russa nel contesto del conflitto in Ucraina.
Le motivazioni ufficiali fanno riferimento al ruolo dell’azienda nei comparti tecnologico ed energetico considerati sensibili, senza attribuire formalmente un coinvolgimento diretto in operazioni militari. Tuttavia, la presenza nelle blacklist internazionali ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla compatibilità tra neutralità sportiva e legami economici indiretti con industrie connesse allo sforzo bellico russo.
L’inchiesta sui droni e la rete dei fornitori
Ulteriori elementi sono emersi da un’inchiesta del sito investigativo The Insider, intitolata “Catching spiders: Russia’s drone companies and sanctions evasion”. L’analisi descrive una rete di fornitori che sostiene la produzione di droni utilizzati nel conflitto.
Secondo il report, Energon rappresenterebbe uno snodo cruciale nella catena di approvvigionamento per due aziende già sanzionate a livello internazionale: la Special Technology Centre (STC), produttrice del drone da ricognizione Orlan-10, e Zala Aero, associata alla produzione della munizione circuitante Lancet-3.
Neutralità olimpica e dibattito sul doppio standard del CIO
Le critiche non riguardano la presenza visibile del logo durante le gare olimpiche, dove le regole sulle sponsorizzazioni sono particolarmente restrittive e impediscono l’esposizione di marchi commerciali. Il nodo centrale sollevato dagli attivisti riguarda piuttosto il principio di coerenza.
Secondo i contestatori, la neutralità non dovrebbe limitarsi all’assenza di bandiere o simboli nazionali nelle competizioni, ma estendersi anche ai legami economici e istituzionali che sostengono gli atleti. Da qui l’accusa rivolta al CIO di applicare criteri differenti, consentendo la partecipazione di sportivi russi sotto status neutrale mentre un atleta ucraino viene escluso per un gesto commemorativo.
La vicenda resta ora nelle mani del CAS, chiamato a decidere se Heraskevych potrà essere reintegrato o ottenere una soluzione temporanea in attesa della decisione definitiva.
Per approfondire: Cio, Coventry sulla squalifica di Heraskevych: “Regole per tutelare tutti gli atleti”






