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Home Milano Cortina 2026

Amos Mosaner: “Con Stefania Constantini non abbiamo un rapporto di amicizia”

Dopo il trionfo olimpico a Pechino 2022, Mosaner e Constantini guidano il curling italiano verso nuove sfide ai Giochi di Milano-Cortina, tra aspettative e passione crescente

by Marco Viscomi
9 Febbraio 2026
Amos Mosaner e Stefania Constantini

Amos Mosaner e Stefania Constantini | Instagram

Trento, 9 febbraio 2026 – A quattro anni dal trionfo olimpico di Pechino 2022, l’oro nel curling conquistato da Amos Mosaner e Stefania Constantini continua a brillare nella storia dello sport italiano, ma ora la sfida si fa ancora più intensa con i Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026. Il curling, disciplina fino a pochi anni fa di nicchia nel nostro Paese, è tornato prepotentemente sotto i riflettori grazie a questa coppia di campioni, che ha saputo portare l’Italia sul tetto del mondo e ora è protagonista a pochi chilometri dalla loro terra d’origine.

Amos Mosaner, dall’esordio alla consacrazione internazionale

Originario di Cembra, Amos Mosaner ha iniziato la sua carriera sportiva nel ciclismo, diventando campione italiano Giovanissimi, per poi dedicarsi al curling sin dall’infanzia. Stefania Constantini, nata a Pieve di Cadore, ha approcciato il curling all’età di otto anni, entrando nel mondo agonistico con grande determinazione. Nel 2022 entrambi hanno scritto la storia conquistando la prima medaglia d’oro olimpica per l’Italia nel curling misto, vincendo tutti gli incontri nel torneo di Pechino.

Dopo quella vittoria, nel 2025 i due atleti sono tornati a fare coppia ai Mondiali di doppio misto a Fredericton, in Canada, dominando con un percorso netto e aggiudicandosi un altro storico oro, il primo titolo mondiale per l’Italia in questa disciplina. Un risultato che conferma il loro status di protagonisti assoluti a livello globale.

Mosaner Constantini, un rapporto “professionale”

Dopo l’oro conquistato a Pechino 2022, Mosaner ha vissuto anche l’emozione di essere scelto come portabandiera dell’Italia alla cerimonia inaugurale. Un ruolo che non si aspettava e che lo ha profondamente colpito: ammette di essersi commosso e di non aver mai immaginato di poter ricoprire quell’incarico. Diversa, invece, la situazione della compagna di squadra Constantini, che non ha ricevuto lo stesso riconoscimento e che, secondo Mosaner, potrebbe esserci rimasta un po’ male.

Parlando del loro rapporto, Mosaner lo definisce esclusivamente professionale, più che di amicizia. Negli ultimi anni hanno gareggiato poco insieme e, a suo avviso, questo è stato un aspetto positivo: frequentarsi quotidianamente per lungo tempo può portare a un’eccessiva confidenza, con il rischio di perdere attenzione sul piano lavorativo. Nonostante una preparazione non particolarmente intensa, al Mondiale dello scorso anno sono comunque riusciti a vincere.

Ora l’obiettivo è riuscire a ripetere quel successo ai Giochi invernali che si disputeranno in casa. Mosaner descrive Stefania con tre aggettivi – determinata, solare e spensierata – e riconosce senza problemi che lei riceva più attenzioni mediatiche, considerandolo del tutto naturale. Anche se tra loro non c’è amicizia, in gara l’intesa è evidente: entrambi sono consapevoli dei rispettivi ruoli, lui guida la strategia e lei si affida alle sue indicazioni, mentre Mosaner ripone grande fiducia nelle qualità tecniche di Constantini, ritenuta una delle più forti al mondo.

Milano-Cortina 2026: nuove sfide e grandi aspettative

La rassegna olimpica di casa ha portato con sé un’atmosfera diversa e una pressione nuova per Mosaner e Constantini. Amos, scelto come uno dei portabandiera italiani per la cerimonia inaugurale, si ritrova a competere davanti a familiari, amici e appassionati, a pochi chilometri da Cembra, sua cittadina natale. “Non sento la pressione“, ha dichiarato, ma è evidente che la responsabilità è maggiore rispetto a quattro anni fa, quando il pubblico era limitato dalle restrizioni Covid.

I risultati fino a oggi hanno visto la coppia vincere con autorità contro Svizzera ed Estonia, ma subire una sconfitta contro la Svezia, sempre nel torneo di doppio misto. Gli azzurri occupano ora una posizione di rilievo nel girone, alla pari con il Canada e dietro solo a Gran Bretagna e Stati Uniti. La sfida prosegue con l’obiettivo di superare il girone e giocarsi la semifinale, dove tutto può ancora succedere.

Allenamento, tattica e mentalità: il segreto del successo

Il curling richiede una combinazione di abilità atletiche, strategia e grande preparazione mentale. Mosaner spiega come l’allenamento fisico sia fondamentale per la spinta iniziale e per l’efficacia nella spazzata, capace di modificare la traiettoria della stone anche di 30 centimetri. “Durante una partita intensa, il cuore può arrivare a 175 battiti al minuto“, testimonia l’atleta, sottolineando la fatica nascosta dietro ogni lancio.

Il rapporto professionale tra Mosaner e Constantini è basato su una chiara suddivisione dei ruoli: Amos dirige la strategia, mentre Stefania si affida a lui con fiducia, consapevole di essere una delle migliori al mondo nel suo ruolo. La loro intesa è un mix di talento e pragmatismo, condito dalla consapevolezza che la preparazione e la determinazione sono la chiave per competere ai massimi livelli.

Mentre Cortina ospita le Olimpiadi del 2026, la coppia azzurra continua a scrivere pagine importanti di uno sport che sta conquistando sempre più appassionati in Italia, portando con sé l’orgoglio di una medaglia d’oro che rimane brillante come il primo giorno.

Tags: CurlingMico2026

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