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Tether vuole la Juventus: focus sulla società di criptovalute che punta alla Vecchia Signora

Stablecoin leader nel settore crypto, Tether amplia il suo raggio d’azione puntando su investimenti strategici e sull’ingresso nel capitale della Juventus, tra sfide e opportunità

by Marco Viscomi
13 Dicembre 2025
Paolo Ardoino, l'amministratore delegato di Tether che punta alla Juventus

Paolo Ardoino, l'amministratore delegato di Tether che punta alla Juventus | Instagram - @paoloardoino_prdn

Torino, 13 dicembre 2025 – Fondata nel 2014 e salita alla ribalta globale durante la pandemia del 2020, Tether si distingue nel panorama delle criptovalute come una stablecoin ancorata al dollaro statunitense, offrendo così una volatilità decisamente inferiore rispetto a Bitcoin o Ethereum. Questa caratteristica ha fatto sì che la criptovaluta, ideata dall’ex medico Giancarlo Devasini, si affermasse come uno strumento affidabile per transazioni internazionali, soprattutto in paesi emergenti. Negli ultimi anni, tuttavia, l’azienda ha ampliato i propri orizzonti, arrivando a interessarsi anche al mondo del calcio e, in particolare, alla Juventus Football Club.

La crescita di Tether: da stablecoin a colosso finanziario e sportivo

Tether è stata concepita per mantenere un rapporto 1:1 tra i suoi token digitali, chiamati USDT, e le riserve in valute fiat o metalli preziosi detenuti dall’emittente. Con una capitalizzazione di mercato che nel 2024 ha superato i 105 miliardi di dollari, si conferma come la stablecoin più scambiata al mondo, destinata a facilitare transazioni senza ricorrere a intermediari bancari, riducendo così costi e tempi. Questa solidità ha permesso a Tether di diventare protagonista anche in ambiti più tradizionali: nel 2024 ha infatti dichiarato utili per oltre 13 miliardi di euro, consolidando un potere economico tale da tentare una scalata al club calcistico Juventus, società simbolo di Torino e dell’Italia intera.

 

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Un post condiviso da Tether Operations Limited (@_tether_)

Il volto pubblico di questa operazione è Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether e appassionato tifoso bianconero, che si è fatto conoscere anche per lo slogan “Make Juventus Great Again“. Ardoino, esperto di informatica e valute digitali, rappresenta la figura chiave nelle comunicazioni ufficiali della società, mentre Giancarlo Devasini, fondatore storico, mantiene un profilo più riservato. Attraverso la controllata “Tether Investments”, l’azienda ha lanciato un’offerta per l’acquisto delle azioni della Juventus, possedendo già l’11,5% delle quote e un rappresentante nel consiglio d’amministrazione, Francesco Garino.

Tether e la Juventus
Tether e la Juventus | Instagram – @_tether_

Le controversie e la strategia finanziaria di Tether

Nonostante il crescente successo, Tether ha dovuto affrontare critiche e dubbi, in particolare da parte di agenzie di rating come Standard & Poor’s, che nel 2025 ha declassato la capacità della stablecoin di mantenere il suo ancoraggio al dollaro da “limitata” a “debole”. Le preoccupazioni riguardano soprattutto la composizione delle riserve: circa il 5,6% degli asset in circolazione è rappresentato da bitcoin e altri investimenti ad alto rischio, potenzialmente soggetti a forti oscillazioni. Inoltre, l’agenzia ha segnalato una scarsa trasparenza nella gestione delle riserve e nelle relazioni con custodi e controparti finanziarie.

In risposta, Ardoino ha definito queste critiche come un esempio classico di FUD (paura, incertezza e dubbio), sottolineando come al terzo trimestre 2025 Tether vantasse un patrimonio netto in eccesso di circa 7 miliardi di dollari e utili non distribuiti per 23 miliardi, con un totale di attivi superiori ai 215 miliardi contro passività di 184,5 miliardi. Ardoino ha inoltre citato i rendimenti mensili sui Treasury statunitensi, che generano circa 500 milioni di dollari, come ulteriore garanzia di solidità.

Un elemento distintivo della strategia di Tether è il massiccio acquisto di oro fisico, con una riserva dichiarata di 116 tonnellate a fine settembre 2025, quantità paragonabile a quella di banche centrali come Corea del Sud, Ungheria e Grecia. I lingotti sono utilizzati sia come garanzia per la stablecoin Tether Gold (XAUt), che rappresenta token digitali ancorati all’oro, sia come parte delle riserve di USD₮. Questa attività ha impattato sul mercato dell’oro, con Tether che ha rappresentato nel solo ultimo trimestre quasi il 2% della domanda globale del metallo prezioso e il 12% degli acquisti delle banche centrali.

Juventus e Tether: un rapporto complesso tra passione e affari

La Juventus Football Club, fondata nel 1897 e con sede a Torino, è il club più titolato d’Italia e il primo nella storia ad aver vinto tutti i titoli UEFA. La società è storicamente legata alla famiglia Agnelli, che ne detiene la proprietà, ora tramite Exor, da 101 anni. Negli ultimi anni, la Juventus ha vissuto momenti di difficoltà sportiva e gestionale, con una necessità di rinnovamento che ha attirato l’interesse di investitori esterni.

Il logo della Juventus
Shutterstock.com

Il rapporto tra Tether ed Exor è stato altalenante: se da un lato Paolo Ardoino ha più volte manifestato il desiderio di collaborare per rilanciare il club, dall’altro non sono mancati momenti di tensione, con critiche pubbliche rivolte all’attuale gestione. La recente offerta per l’acquisto di azioni, diffusa tramite i social, è stata accolta con freddezza da Exor, che ha ribadito l’intenzione di mantenere il controllo della società calcistica, rifiutando possibili cessioni anche a potenziali investitori dal Medio Oriente.

Tuttavia, la presenza di Tether nel capitale della Juventus e la sua ambizione di crescita testimoniano come il mondo delle criptovalute stia progressivamente intrecciandosi con settori tradizionali come lo sport professionistico, suggerendo nuovi modelli di investimento e collaborazione tra finanza digitale e business sportivo.

Tags: ApprofondimentoJuventusTether

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