Roma, 6 febbraio 2026 – Nuove evidenze scientifiche sottolineano l’importanza degli stili di vita degli aspiranti papà nel determinare la salute del nascituro fin dal concepimento. Un gruppo di esperti italiani, guidati dal genetista Giuseppe Novelli, dell’Università di Roma Tor Vergata e presidente della Fondazione Giovanni Lorenzini, ha pubblicato su Nature Reviews Urology uno studio che mette in luce come fattori di rischio paterni quali fumo, consumo eccessivo di alcol, dieta non equilibrata, stress e altre esposizioni nocive possano modificare il DNA degli spermatozoi in modo epigenetico, influenzando lo sviluppo del bambino.
L’impatto epigenetico degli stili di vita paterni
Secondo la ricerca, il DNA degli spermatozoi non subisce cambiamenti nella sequenza genetica, ma presenta alterazioni chimiche chiamate metilazioni: l’aggiunta o la rimozione di gruppi metilici in punti specifici del DNA. Questi cambiamenti epigenetici regolano l’attivazione o la repressione di geni, con effetti duraturi che possono essere trasmessi alla prole. “Abbiamo voluto sollecitare l’attenzione sul contributo paterno alla salute dei figli, spesso trascurato,” spiega Sergio Pecorelli, coautore dello studio e docente all’Università di Brescia. La consapevolezza di questa trasmissione epigenetica apre la possibilità di interventi preventivi prima del concepimento, come modifiche dietetiche e riduzione dell’esposizione a sostanze tossiche.
La finestra dei primi mille giorni e la prevenzione condivisa
Questa nuova prospettiva scientifica si integra con le conoscenze attuali sui primi mille giorni di vita – dalla fase preconcezionale fino ai due anni – periodo cruciale per lo sviluppo e la salute futura del bambino. Come evidenziato da studi recenti coordinati da esperti italiani in ginecologia e pediatria, l’ambiente e gli stili di vita dei genitori in questa fase influenzano profondamente il rischio di malattie croniche, obesità e disturbi metabolici. Pertanto, la salute preconcezionale diventa una responsabilità condivisa, in cui anche il futuro papà deve adottare scelte salutari per favorire un ambiente epigenetico favorevole alla crescita armoniosa della prole.
In conclusione, la ricerca italiana guidata da Novelli e Pecorelli ribadisce l’importanza di un approccio preventivo integrato, che coinvolga entrambi i genitori e l’intero sistema sociosanitario, per migliorare le prospettive di salute delle generazioni future.






