Socotra, Yemen – febbraio 2026. Dopo un lungo periodo di isolamento dovuto a turbolenze politiche e restrizioni logistiche, l’arcipelago di Socotra ha riaperto i suoi cieli al turismo internazionale. Situata nell’Oceano Indiano, a circa 300 km dalla costa somala e 350 km a sud dello Yemen, Socotra è spesso definita la “Galapagos yemenita” per la sua straordinaria biodiversità e per l’unicità del suo ecosistema, protetto dall’UNESCO dal 2008.
Socotra, un paradiso naturale tra deserto e biodiversità
L’arcipelago è composto dall’isola principale di Socotra e da tre isole minori: ʿAbd al-Kūrī, Darsa e Samha. La sua geografia è caratterizzata da un mix di pianure costiere, altopiani calcarei e la catena montuosa dei monti Haghier, che culmina a 1.525 metri sul livello del mare. Il clima tropicale desertico e steppico, con monsoni intensi per sei mesi all’anno, rende l’isola difficilmente accessibile per lunghi periodi, mantenendola pressoché intatta negli ultimi millenni.
Socotra è nota per l’alto tasso di specie endemiche: circa il 37% delle 825 specie vegetali presenti sull’isola è unica al mondo. Tra le più emblematiche vi è la Dracaena cinnabari, conosciuta come il “drago di Socotra”, una pianta succulenta dalla forma ad ombrello capovolta che produce la famosa resina rossa detta “sangue di drago”, utilizzata in medicina e come incenso fin dall’antichità. Altre specie peculiari includono il melograno di Socotra, l’aloe socotrina e la Boswellia socotrana, da cui si ricava un incenso locale.
La fauna è altrettanto straordinaria: l’arcipelago ospita 192 specie di uccelli, di cui 44 endemiche, e oltre il 90% dei rettili è unico. I mari circostanti vantano una barriera corallina con 253 specie di coralli e una ricca varietà di pesci e crostacei, che fanno di Socotra un vero e proprio santuario naturale.

Socotra oggi: una rinascita difficile e preziosa
Dopo anni di instabilità politica nello Yemen, culminata nel 2015 con la guerra civile, Socotra è stata interessata da un complesso intreccio di influenze geopolitiche. Fino a gennaio 2026, l’isola era sotto il controllo de facto degli Emirati Arabi Uniti, che ne gestivano l’economia e la sicurezza tramite il Southern Transitional Council (STC), un ente separatista del sud Yemen. Tuttavia, a fine 2025 e inizio 2026, una coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha ristabilito il controllo del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale sull’isola, eliminando l’influenza emiratina e del STC.
Questa svolta politica ha portato a un’importante novità per il turismo: la cancellazione definitiva dei voli umanitari charter da Abu Dhabi e l’attivazione di nuovi collegamenti aerei con Jeddah, in Arabia Saudita, tramite la compagnia di bandiera Yemenia. Questo rappresenta la principale via d’accesso per i visitatori stranieri, sebbene il viaggio resti complesso e costoso, con voli settimanali e frequenti ritardi o cancellazioni.
Come visitarla
Il turismo a Socotra è una prospettiva ancora emergente. L’isola conserva una cultura antica e un paesaggio quasi incontaminato, ma la sua posizione remota e la complessa situazione geopolitica ne limitano fortemente la fruibilità. L’unico modo praticabile per raggiungere Socotra al momento è attraverso un volo di linea Yemenia da Jeddah o dal Cairo, anche se per molti passeggeri occidentali il transito sullo Yemen continentale può comportare rischi di sicurezza.
L’accesso via mare è invece praticamente escluso per i turisti occidentali, a causa della mancanza di collegamenti regolari e delle condizioni meteorologiche avverse. Il visto turistico è disponibile solo per chi arriva via aereo, con validità di 30 giorni al costo di circa 170 dollari.
Per questi motivi, gli esperti consigliano di affidarsi a tour operator locali affidabili per organizzare l’intero viaggio, dalla prenotazione del volo al soggiorno sull’isola. La presenza di guide esperte è fondamentale per navigare le difficoltà logistiche e per rispettare l’habitat fragile dell’arcipelago.
Una storia millenaria tra mito e realtà
L’isola vanta una storia ricca e antica. Alcuni studiosi collegano il nome Socotra al sanscrito “Dvipa Sukhadhara” o “Isola della Felicità”. Fu colonizzata in epoca ellenistica su ordine di Alessandro Magno, che vi insediò coloni greci per controllare le rotte marittime. Nel corso dei secoli, Socotra è stata citata da geografi e viaggiatori come Marco Polo e al-Idrīsī.
Dal punto di vista religioso, la tradizione locale narra che l’apostolo Tommaso abbia predicato sull’isola nel I secolo d.C., dando origine a una fiorente comunità cristiana, che rimase attiva fino al XIII secolo prima di declinare con l’arrivo del Sultanato Mahra e successivamente del dominio islamico. Nel XVI secolo, Socotra fu brevemente sotto controllo portoghese e poi britannico, che ne fece un protettorato fino al 1967.
Un patrimonio da proteggere
L’arcipelago di Socotra è uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del pianeta, con un ecosistema che sfida il tempo e la modernità. La sua bellezza straordinaria e la ricchezza biologica la rendono un laboratorio naturale insostituibile per la scienza e la conservazione ambientale.
Tuttavia, il futuro di Socotra è legato alla stabilità politica, alla gestione del turismo e alla protezione dell’ambiente. La recente riapertura del turismo internazionale, seppur ancora limitata, rappresenta un’occasione per valorizzare e sostenere questa perla dell’Oceano Indiano, senza comprometterne l’essenza unica e fragile.

