Los Angeles, 11 febbraio 2026 – Nel vivace scenario politico e mediatico californiano, la tensione tra il neonato California Post, tabloid conservatore di proprietà di Rupert Murdoch, e il governatore democratico Gavin Newsom si conferma uno degli sviluppi più interessanti e controversi degli ultimi mesi.
Il lancio, avvenuto il 26 gennaio scorso con una festa a Los Angeles che ha visto la partecipazione di importanti investitori e dirigenti di spicco del gruppo News Corp., rappresenta un investimento significativo in un prodotto cartaceo in un’epoca dominata dal digitale. La presenza del volto di Newsom sulle prime pagine del tabloid e lo scontro verbale tra le due parti alimentano un confronto serrato, che riflette più ampi conflitti ideologici nazionali.
California Post e la nuova sfida mediatica in California di Rupert Murdoch
Rupert Murdoch, imprenditore e magnate dei media di origini australiane naturalizzato statunitense, ha lasciato le cariche operative in Fox e News Corp nel novembre 2023, dopo quasi sette decenni di attività nel settore. Il suo impero mediatico, che include testate prestigiose come il Wall Street Journal e il New York Post, ha raggiunto una portata globale, influenzando l’opinione pubblica e la politica in vari paesi. Con un patrimonio stimato intorno ai 22 miliardi di dollari, Murdoch resta una figura chiave nel panorama dell’informazione, anche attraverso iniziative editoriali come il California Post.
Il tabloid, che ha una redazione di 80 persone e un’app web complementare, sostituirà le edizioni locali del New York Post in California, puntando a un giornalismo sensazionalistico e di forte impatto emotivo. Murdoch mira a erodere il consenso del Partito Democratico nello stato, presentando una copertura critica nei confronti di Newsom e della sua amministrazione. Il direttore responsabile del New York Post Media Group, Keith Poole, ha sottolineato che il governatore non è abituato a un livello di scrutinio così rigoroso e che il giornale continuerà a monitorare attentamente il suo operato, rispondendo a critiche e rettifiche con fermezza.
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Gavin Newsom: un governatore sotto assedio e la strategia della controffensiva
Gavin Christopher Newsom, 40º governatore della California, in carica dal gennaio 2019 e membro di spicco del Partito Democratico, è al centro di una battaglia mediatica che si riflette anche sui social network. Celebre per la sua carriera politica iniziata come sindaco di San Francisco e vicegovernatore della California, Newsom si è distinto per la gestione di temi complessi come la pandemia di COVID-19, la politica ambientale e i diritti civili. Nonostante le critiche ricevute, tra cui un tentativo di revoca nel 2021 respinto dagli elettori, Newsom è stato rieletto nel 2022, confermando il suo ruolo di leader nello stato più popoloso degli USA.
L’ostilità del California Post di Rupert Murdoch nei suoi confronti ha spinto il governatore a usare gli stessi canali mediatici per rispondere: tramite social e comunicati, Newsom ha chiesto correzioni su articoli giudicati fuorvianti e ha adottato una strategia simile a quella di altri suoi oppositori, trasformando le critiche in strumenti di comunicazione virale. Questa tattica, che mira a riappropriarsi dell’agenda setting, consente a Newsom di dettare il frame narrativo, pur rischiando di alimentare una polarizzazione mediatica sempre più marcata.
Recentemente, Newsom ha anche adottato uno stile retorico più aggressivo per contrastare Donald Trump, con post ironici e provocatori che imitano il linguaggio del presidente per attirare l’attenzione e rafforzare la sua immagine nazionale. Questo cambio di registro testimonia la volontà del governatore di giocare una partita politica su scala più ampia, mirando forse a future candidature presidenziali.

Lo scontro politico-mediatico e le sue implicazioni per la democrazia californiana
Il confronto tra il California Post e Gavin Newsom rappresenta un esempio emblematico delle dinamiche contemporanee di comunicazione politica negli USA. Da una parte, un tabloid che riprende modelli storici di giornalismo sensazionalistico e di parte, dall’altra un politico che risponde utilizzando strumenti digitali e social per ribaltare le narrazioni avverse. Questo duello, che sfocia in un continuo fact-checking reciproco, riflette la dissoluzione delle tradizionali barriere ideologiche, con il rischio di confondere e disorientare l’elettorato.
Il tabloid, pur criticato per il suo approccio spesso controverso, ha conquistato rapidamente una posizione di rilievo tra i media californiani, posizionandosi tra i primi dieci siti di notizie negli USA in termini di traffico. Nel frattempo, Newsom continua a consolidare la sua leadership politica, sostenendo che una strategia più decisa e muscolare sia necessaria per salvaguardare la democrazia e contrastare le manovre di opposti schieramenti, come nel caso del gerrymandering annunciato dal Texas.
L’evoluzione di questa sfida ha implicazioni profonde sul modo in cui i cittadini percepiscono la politica e l’informazione, sottolineando quanto la comunicazione mediatica sia diventata uno strumento cruciale e al tempo stesso delicato per la tenuta del sistema democratico in California e negli Stati Uniti.

