Milano, 18 gennaio 2026 – La glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue, rappresenta un indicatore chiave della salute metabolica e del benessere generale. Monitorarne i valori è fondamentale per prevenire e gestire patologie come il diabete e altre condizioni correlate. L’attenzione ai valori di glicemia è diventata ancora più rilevante alla luce delle più recenti linee guida e tecnologie disponibili per il controllo glicemico.
Cos’è la glicemia e come si regola
La glicemia indica la quantità di glucosio presente nel sangue, essenziale come fonte energetica per l’organismo. Il controllo di questo valore è affidato principalmente a due ormoni prodotti dal pancreas: l’insulina, che favorisce l’assorbimento del glucosio nelle cellule abbassando la glicemia, e il glucagone, che invece ne aumenta i livelli quando sono troppo bassi.
I valori normali di glicemia a digiuno si collocano generalmente tra 70 e 99 mg/dL, mentre dopo i pasti possono salire ma rimangono sotto i 140 mg/dL. Misurazioni precise si ottengono tramite prelievo di sangue venoso, ma anche con glucometri portatili e sensori cutanei di ultima generazione, come i sistemi Flash Glucose Monitoring e Continuous Glucose Monitoring, che permettono un monitoraggio continuo e meno invasivo.
Valori preoccupanti: quando intervenire
Secondo le indicazioni più aggiornate, si parla di iperglicemia a digiuno quando la glicemia oscilla tra 100 e 125 mg/dL, condizione definita come alterata glicemia a digiuno (IFG), sospetto precursore del diabete. La diagnosi di diabete si conferma con valori a digiuno superiori o uguali a 126 mg/dL in due misurazioni distinte, oppure con glicemia superiore a 200 mg/dL in qualsiasi momento della giornata in presenza di sintomi specifici quali sete intensa, poliuria e affaticamento.
L’iperglicemia può essere causata da diverse condizioni, tra cui il diabete di tipo 1 (mancata produzione di insulina) e di tipo 2 (resistenza insulinica), ma anche da eventi acuti come infarti o ictus, patologie endocrine come acromegalia e sindrome di Cushing, o dall’assunzione di farmaci come corticosteroidi e antipsicotici.
Dall’altro lato, la glicemia inferiore a 70 mg/dL definisce l’ipoglicemia, una condizione che può provocare sintomi quali sudorazione, tremori, palpitazioni e, in casi estremi, perdita di coscienza. Le cause includono sovradosaggio di insulina o farmaci antidiabetici, abuso di alcol a digiuno, e più raramente, tumori pancreatici o malattie endocrine.

Gestione e prevenzione attraverso stile di vita e tecnologie
Per mantenere la glicemia entro valori ottimali, è indispensabile adottare una dieta bilanciata con alimenti a basso indice glicemico, come legumi, frutta e verdura, evitando cibi raffinati e zuccheri semplici che provocano picchi glicemici. L’attività fisica regolare contribuisce a migliorare la sensibilità insulinica e a stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue.
Le innovazioni tecnologiche nel monitoraggio della glicemia, come i sensori cutanei prescrivibili in farmacia, hanno rivoluzionato il controllo domiciliare, consentendo ai pazienti di gestire meglio la propria condizione e prevenire complicanze a lungo termine.
In caso di valori anomali, è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un medico specialista per un inquadramento diagnostico completo e, se necessario, per l’avvio di terapie personalizzate, che possono comprendere modifiche dietetiche, esercizio fisico e farmaci specifici. La collaborazione multidisciplinare con centri diabetologici di riferimento, come quelli offerti da strutture specializzate, garantisce un’assistenza integrata e aggiornata.



