Roma, 12 gennaio 2026 – Mattel, azienda statunitense leader nel settore dei giocattoli, ha annunciato il lancio di una nuova Barbie con autismo, un’iniziativa che si inserisce nella strategia più ampia del gruppo di promuovere la diversità e l’inclusione attraverso le sue celebri bambole. Questa novità si aggiunge alla collezione già esistente che comprende Barbie con sindrome di Down, Barbie cieca e Barbie con diabete di tipo 1.
La nuova Barbie autistica: caratteristiche e intenti
La Barbie autistica si presenta con gomiti e polsi articolati, diversamente dai modelli tradizionali, per permettere alla bambola di eseguire movimenti ripetitivi come battere le mani o altri gesti tipici utilizzati da alcune persone autistiche per elaborare informazioni sensoriali o esprimere eccitazione. Gli occhi della bambola sono leggermente inclinati, a rappresentare una delle modalità con cui alcune persone autistiche possono evitare il contatto visivo diretto.
Il set include accessori specifici come un giocattolo antistress sensoriale, cuffie antirumore e un tablet ispirato ai dispositivi utilizzati da persone con difficoltà di linguaggio per comunicare. Mattel ha annunciato inoltre la donazione di 1.000 bambole agli ospedali pediatrici americani con reparti specializzati per l’autismo.
Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’Autistic Self Advocacy Network, un’organizzazione impegnata per i diritti e la rappresentazione mediatica delle persone autistiche. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è stato quello di creare una Barbie che possa riflettere i modi in cui le persone autistiche vivono ed elaborano il mondo.
Il vestito scelto per la bambola è un abito a trapezio con maniche corte e gonna svolazzante: una decisione presa dopo un lungo confronto sulle diverse sensibilità delle persone autistiche riguardo al tipo di abbigliamento.
Le critiche di Gianluca Nicoletti
La novità non è stata accolta positivamente da tutti. Gianluca Nicoletti, giornalista, scrittore e padre di un ragazzo autistico, ha espresso una critica netta definendo l’operazione “scorrettissima, al limite dello sconcio”. Nicoletti contesta il modo in cui l’autismo viene rappresentato dalla bambola, sostenendo che il modello “edulcora la realtà e mantiene gli stereotipi”.
Secondo il giornalista, la scelta di rappresentare l’autismo con una bambola che ha “occhi strabici”, un tablet in mano e una trottolina nell’altra, per insegnarlo ai bambini, è “assolutamente ridicolo”. Nicoletti sottolinea come l’autismo non possa essere insegnato attraverso Barbie, che rappresenta un modello “finto di disabilità”, un’immagine edulcorata e semplificata che nasconde le difficoltà reali vissute da molte persone autistiche.
L’inclusione, secondo Nicoletti, deve avvenire nella quotidianità e non attraverso modelli giocattolo “belli e sorridenti”, perché “non sono belle e sorridenti tutte le persone autistiche. Il sorriso è la cosa più difficile che abbia una persona autistica”.
Mattel, con questa iniziativa, continua dunque il suo percorso di inclusione, ma il dibattito sull’efficacia e l’adeguatezza di questo tipo di rappresentazione resta acceso.






