Nötsch im Gailtal, 22 gennaio 2026 – Veronika, una mucca di razza Braunvieh residente in un piccolo comune austriaco, continua a stupire la comunità scientifica per la sua insolita abilità nell’utilizzo di strumenti, un comportamento finora riscontrato quasi esclusivamente nei primati più evoluti. Ripresa mentre utilizza in modo sofisticato uno spazzolone per grattarsi, Veronika rappresenta un importante esempio di intelligenza animale e flessibilità cognitiva.
Veronika e l’uso innovativo degli strumenti nel regno animale
L’uso di strumenti negli animali è spesso considerato indice di un alto livello di intelligenza. Nel caso di Veronika, il gesto di impugnare con la bocca uno spazzolone e utilizzarlo per alleviare il prurito su differenti parti del corpo è un chiaro segnale di capacità cognitive avanzate. L’animale non si limita a un gesto casuale: cambia l’orientamento dello strumento e ne impiega le diverse parti per grattarsi efficacemente zone con caratteristiche fisiche diverse, come la schiena rigida o la pancia più delicata. Questa flessibilità d’uso, documentata dal video girato dal suo proprietario, un panettiere locale, è stata l’oggetto di uno studio condotto dalla biologa cognitiva Alice Auersperg, docente all’Università di Medicina Veterinaria di Vienna e specialista nell’evoluzione dell’intelligenza negli uccelli e altre specie.
Secondo la dottoressa Auersperg, Veronika dimostra una forma di “uso flessibile di strumenti“, una capacità rara nel regno animale, simile a quella osservata in pochi primati come gli scimpanzé. L’analisi scientifica ha confermato che il comportamento della mucca soddisfa i criteri fondamentali per definire un utilizzo intenzionale e strategico di strumenti: lo strumento diventa estensione del corpo, è impiegato per un compito complesso e viene manipolato in modo adattivo.
Il contesto che favorisce lo sviluppo cognitivo
Un elemento cruciale che ha permesso a Veronika di sviluppare questa competenza è l’ambiente stimolante in cui vive. Contrariamente alle condizioni di un allevamento tradizionale, la mucca gode di uno spazio aperto e di attenzioni particolari, che le offrono opportunità di sperimentare e imparare. I ricercatori austriaci sono ora interessati a verificare se altre mucche in condizioni simili possano mostrare comportamenti analoghi, ipotizzando che queste capacità siano più diffuse di quanto finora documentato.
Alice Auersperg, riconosciuta a livello internazionale per i suoi studi su parrotidi e corvidi, ha recentemente pubblicato un libro sull’ingegno animale e continua a ricevere segnalazioni da proprietari di animali domestici che utilizzano strumenti in modi innovativi. Il caso di Veronika ha attirato grande attenzione anche sui media internazionali, confermando l’importanza di approfondire la comprensione delle capacità cognitive dei bovini.
Il fascino del nome: Veronika nella cultura e nel cinema
Parallelamente, il nome Veronika richiama alla mente anche un celebre film tedesco del 1982, Veronika Voss, diretto da Rainer Werner Fassbinder. Il lungometraggio, vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino, racconta la tragica storia di un’ex diva del cinema tedesco del dopoguerra, interpretata da Rosel Zech. Il personaggio cinematografico, simbolo di una complessa personalità femminile e di un’epoca storica, contrasta con la figura reale e concreta della mucca austriaca, ma entrambe condividono una certa risonanza culturale che rende il nome “Veronika” particolarmente evocativo.
Il film di Fassbinder, parte della sua celebre “BRD-Trilogie”, ha ricevuto riconoscimenti e continua a essere oggetto di retrospettive e studi per la sua narrazione intensa e l’approccio stilistico in bianco e nero, che evoca la tradizione del cinema espressionista e noir. Nel frattempo, la mucca Veronika si conferma un punto di riferimento per la ricerca scientifica sulla cognizione animale, dimostrando come la natura possa sorprendere anche nei contesti più inaspettati.






