Roma, 5 gennaio 2026 – L’Epifania, festa cristiana tra le più antiche e sentite in Italia, si conferma anche nel 2026 un momento di grande movimento turistico interno e internazionale, ma con una predominanza netta di viaggi verso mete vicine e nazionali. Secondo le ultime rilevazioni elaborate da Tecnè per Federalberghi e dal monitoraggio Enit, oltre il 95% degli italiani in viaggio durante queste festività sceglie destinazioni a breve distanza dalla propria residenza. Parallelamente, si registra un aumento significativo dell’interesse verso l’Italia da parte dei turisti stranieri, che confermano il nostro Paese tra le mete preferite per le festività natalizie e l’inizio dell’anno.
Le dinamiche dei viaggi per l’Epifania 2026: prevalenza di destinazioni nazionali e spostamenti brevi
Il 6 gennaio 2026, giorno dell’Epifania o “manifestazione” di Gesù Cristo, circa un milione di italiani si metterà in viaggio, cifra che si aggiunge a circa 5,5 milioni di viaggiatori già in movimento durante il periodo natalizio, per un totale complessivo che sfiora i 6,5 milioni di spostamenti. L’analisi evidenzia che il 94,9% degli italiani opterà per destinazioni all’interno dei confini nazionali, mentre solo il 5,1% sceglierà mete estere.
La tendenza di prediligere viaggi brevi, spesso verso regioni diverse ma geograficamente vicine a quella di residenza (53,3%), si accompagna a una quota significativa che rimane nel proprio territorio (32,3%). La durata media del soggiorno si attesta tra le 3 e le 4 notti, con una spesa media pro capite di circa 382 euro, comprensiva di trasporto, alloggio, ristorazione e attività ricreative. Chi sceglie di viaggiare all’estero sostiene una spesa più alta, mediamente di 561 euro.
La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha commentato positivamente i dati iniziali del 2026, sottolineando come “l’Italia continui ad attrarre l’attenzione globale, dimostrando resilienza e appeal anche in un contesto di mercato internazionale in evoluzione”. Santanchè, in carica dal 2022 nel governo Meloni, ha più volte evidenziato l’importanza di rafforzare la promozione turistica integrata che valorizzi sia l’offerta culturale che quella enogastronomica e naturalistica del Paese.
Le preferenze di alloggio e le modalità di prenotazione
Per quanto riguarda le strutture ricettive, l’albergo o il villaggio turistico rimangono le scelte più gettonate, con il 34,1% delle preferenze, seguiti dai bed & breakfast (31,6%) e dai rifugi alpini (13,4%), molto apprezzati soprattutto nelle regioni montane. Il giro d’affari specifico legato alle prenotazioni per l’Epifania si aggira attorno ai 400 milioni di euro.
Oltre la metà dei viaggiatori (51,5%) effettua la prenotazione direttamente contattando la struttura, con il 31% che utilizza i siti internet ufficiali e il 20,4% che preferisce comunicare telefonicamente o via email. Il tasso di saturazione delle strutture ricettive italiane nel periodo dal 30 dicembre 2025 al 7 gennaio 2026 si attesta al 47,8%, segnando un incremento del 2,6% rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente.
Dal punto di vista degli spostamenti, il 70% degli italiani utilizzerà la propria automobile per raggiungere la destinazione. Le attività più diffuse durante il soggiorno includono passeggiate (43,9%), visite a mercatini ed eventi natalizi (35,2%) e partecipazione a manifestazioni tradizionali e folkloristiche (25,4%). Tra coloro che non partiranno per l’Epifania, il 30,1% motiva la scelta con ragioni economiche, mentre il 20,7% preferisce restare in famiglia.
Le mete italiane più frequentate e l’afflusso turistico internazionale
Tra le regioni con il più alto tasso di occupazione alberghiera spiccano le aree alpine: la Valle d’Aosta registra il 66,72%, seguita dalla Provincia Autonoma di Trento (66,04%) e dalla Provincia Autonoma di Bolzano (64,35%). Fuori dall’arco alpino, l’Umbria e l’Abruzzo presentano saturazioni rispettivamente del 56,03% e del 51,5%, confermando l’attrattività delle destinazioni interne anche in contesti meno tradizionali.
I turisti stranieri, sempre più numerosi, mostrano un crescente interesse per le mete italiane a lungo raggio, con il 43,8% degli operatori turistici che segnala un aumento di prenotazioni provenienti da Stati Uniti, Canada, Messico e mercati asiatici. L’offerta italiana più ambita comprende itinerari artistico-culturali nelle città di Roma, Firenze e Venezia; destinazioni montane e sciistiche nelle Dolomiti, Valle d’Aosta e Trentino; e percorsi enogastronomici particolarmente apprezzati dal turismo oltreoceano.
Il turismo religioso e i pellegrinaggi, trainati dal Giubileo 2025 e dalle celebrazioni in città come Roma e Assisi, mantengono un ruolo importante, con una domanda sostenuta sia dai mercati europei che da quelli extraeuropei. Anche i borghi e i centri minori del Sud Italia si confermano attrattive di rilievo, segnalati rispettivamente dal 12% e dall’11,6% degli operatori turistici europei e oltreoceano.
Le località più gettonate durante il periodo natalizio includono Napoli, la Costiera Amalfitana, la Sicilia, la Puglia e Matera, mete scelte non solo per le loro tradizioni culturali e folcloristiche, ma anche per il clima mite e la ricchezza dell’offerta culinaria.
Il significato religioso e culturale dell’Epifania
L’Epifania del Signore, celebrata il 6 gennaio, è una delle festività cristiane più antiche e importanti, dedicata alla manifestazione della divinità di Gesù Cristo all’umanità. Nel cristianesimo occidentale la festa ricorda soprattutto l’adorazione dei Magi al Bambino Gesù, mentre nelle Chiese orientali si celebra il battesimo di Gesù nel fiume Giordano.
Il termine “Epifania” deriva dal greco antico ἐπιφάνεια, che significa “manifestazione” o “apparizione”. È l’ultima delle feste dei Dodici Giorni di Natale e in molte tradizioni è conosciuta anche come “Piccolo Natale” o “Giorno dei Re Magi”. In Italia, la festività ha assunto una connotazione popolare molto forte attraverso la figura della Befana, la vecchina che porta dolciumi ai bambini, simbolo di tradizioni profane legate alla ricorrenza.
Le usanze tipiche comprendono canti tradizionali, benedizione del gesso e delle case, consumo della torta dei Re Magi, e in alcune località anche il nuoto invernale e i falò di inizio anno. È consuetudine, in molte zone, rimuovere le decorazioni natalizie proprio dopo l’Epifania, segnando la fine del periodo festivo.
La ministra Santanchè, con il suo ruolo istituzionale e il background imprenditoriale-politico, rappresenta oggi un punto di riferimento per la promozione del turismo italiano, con un’attenzione particolare alle festività tradizionali che uniscono religione, cultura e turismo, valorizzando così il patrimonio nazionale e mantenendo alto l’interesse internazionale per le destinazioni italiane.



