Roma, 16 gennaio 2026 – L’Italia continua a confermarsi protagonista indiscussa nel panorama internazionale dei formaggi, come evidenziato dalla recente classifica stilata da TasteAtlas, il portale globale dedicato alla gastronomia tradizionale. Anche se il primo posto assoluto è stato conquistato da un formaggio straniero, il Belpaese domina la Top 10 con ben otto referenze, confermando la sua storica e consolidata eccellenza nel settore lattiero-caseario.
L’Italia domina la classifica dei migliori formaggi al mondo
Secondo la graduatoria aggiornata di TasteAtlas, il Parmigiano Reggiano si conferma il miglior formaggio al mondo, seguito dalla Mozzarella di Bufala e dallo Stracchino di Crescenza, completando un podio interamente italiano. Al quarto posto si posiziona la greca Graviera di Naxou, mentre al quinto troviamo lo spagnolo Queijo Serra de Estrela. La sesta posizione è occupata dalla celebre Burrata, sempre più apprezzata anche sui mercati esteri, a dimostrazione della crescente domanda internazionale per i formaggi freschi tipici del Sud Italia.
All’interno della Top 10 figurano inoltre formaggi francesi come il Saint-André e il Mont d’Or, insieme al montenegrino Pljevaljski Sir. Fuori da questa élite si colloca il noto Grana Padano, che si ferma all’undicesimo posto, mentre altri prodotti italiani come il Pecorino Romano e il Pecorino Sardo si posizionano rispettivamente al 13° e 17° posto.
Interessante notare come produzioni apprezzate come il Gorgonzola Piccante e il Taleggio siano presenti più in basso nella classifica, rispettivamente al 47° e 49° posto, mentre la Fontina chiude la classifica al 96° posto. Nonostante la ricca varietà di eccellenze italiane, un’assenza significativa si registra per i formaggi tradizionali della Valtellina e Valchiavenna, che, pur essendo riconosciuti come prodotti di alta qualità, non sono stati inclusi nel ranking.

Il sistema di valutazione di TasteAtlas
La selezione di TasteAtlas si basa principalmente sulle valutazioni degli utenti, che durante l’anno esprimono le proprie preferenze gastronomiche. La media dei punteggi attribuiti definisce la classifica finale, rendendo questo ranking una fotografia autentica e partecipata del gusto globale.
Parallelamente ai grandi successi, TasteAtlas ha evidenziato anche alcune peculiarità meno note e meno apprezzate della cucina italiana. Ad esempio, Milano, pur celebrata per piatti come il risotto allo zafferano e la cotoletta alla milanese, ospita la ricetta meno amata d’Italia secondo il portale: l’insalata di nervetti, un piatto popolare a base di tendini bovini bolliti e conditi, simbolo di una cucina operaia e di recupero che rappresenta la storia autentica della città.
Altri piatti “incompresi” includono la trippa alla romana e la pizza mimosa, che, se da un lato incarnano tradizioni regionali forti, dall’altro risultano meno graditi ai palati più ampi, soprattutto internazionali. Queste peculiarità testimoniano la ricchezza e la complessità della cultura gastronomica italiana, fatta di sapori forti e radicati nel territorio.
L’Italia, con la sua ampia offerta di formaggi di qualità e piatti tradizionali, continua quindi a essere un punto di riferimento mondiale per il gusto, mostrando un equilibrio tra eccellenza riconosciuta e autenticità popolare.






