Roma, 6 gennaio 2026 – Il fenomeno del sesso a bordo degli aerei continua a essere un argomento di curiosità e discussione, alimentato da storie raccolte in oltre un decennio di osservazioni e testimonianze dirette. Tra flirt casuali, trucchi per accedere ai bagni in modo discreto, l’uso di app per incontri e la diffusione di contenuti per adulti su piattaforme come OnlyFans, cosa accade realmente durante i voli a 10.000 metri di quota?

Un milione di chilometri tra voli e storie di intimità in alta quota
In dieci anni di indagine, sono stati monitorati circa 500 voli per un totale di quasi 1.500 ore di volo e un milione di chilometri percorsi, equivalenti a 26 giri intorno alla Terra. I dati sono stati raccolti su 250 rotte nazionali e internazionali, coinvolgendo 61 compagnie aeree di varia natura – da quelle tradizionali alle low cost fino alle ibride – e 42 Paesi, dalla Nuova Zelanda al Canada, passando per Asia, Medio Oriente, Europa e Sudamerica.
Quaranta membri del cosiddetto Mile High Club, ovvero coloro che hanno avuto rapporti sessuali a bordo durante il volo, hanno raccontato le proprie esperienze e strategie, mentre una trentina di assistenti di volo e piloti hanno condiviso osservazioni e difficoltà nel gestire queste situazioni, talvolta scegliendo di chiudere un occhio per evitare disordini o complicazioni con le autorità.
L’evoluzione tecnologica ha avuto un ruolo chiave nell’incremento di questo fenomeno: il Wi-Fi a bordo, sempre più veloce e spesso gratuito, unito alla crescita esponenziale delle app di dating, ha facilitato gli incontri tra passeggeri. Molti iscritti alle piattaforme di dating indicano nei propri profili il codice del volo e talvolta il gate d’imbarco, consentendo così di identificare potenziali partner a bordo in tempo reale.
Le dinamiche del sesso in volo, tra app, Wi-Fi e OnlyFans
L’uso di app come Tinder, Grindr e altre piattaforme per incontri è ormai parte integrante della “logistica” degli incontri in quota. L’approccio spesso inizia in aeroporto, tra lounge e gate, e prosegue a bordo grazie alla connessione internet e ai sistemi di intrattenimento che offrono opzioni di chat tra passeggeri sul medesimo volo.
Un aspetto emerso negli ultimi anni è la crescente presenza di passeggeri che si filmano durante gli atti sessuali per creare contenuti da pubblicare su OnlyFans e piattaforme simili. Il personale di cabina conferma di frequenti episodi in cui i protagonisti dichiarano apertamente di “produrre contenuti” per adulti in volo, spesso ignari o indifferenti alla presenza di altri passeggeri nelle vicinanze.
Il rumore costante dei motori e le vibrazioni in cabina contribuiscono a coprire i suoni, facilitando le attività intime. L’alcol gratuito sulle tratte lunghe aiuta a ridurre le inibizioni, favorendo incontri più audaci. Il momento più propizio è generalmente un paio d’ore dopo il decollo, quando i pasti sono stati serviti, le luci si abbassano e la maggior parte dei passeggeri si addormenta.
Le coppie che scelgono di appartarsi prediligono il bagno come luogo più riservato, sebbene gli spazi siano estremamente angusti e poco confortevoli. La scelta della toilette “giusta” è strategica: si preferiscono bagni lontani dagli assistenti di volo e in zone con più servizi igienici raggruppati, tipicamente presenti sugli aerei a doppio corridoio come gli Airbus A330, A350, A380 o i Boeing 777 e 787. La pratica richiede un certo grado di abilità e familiarità con gli spazi.
Numeri e aspetti igienici: un fenomeno marginale ma significativo
Pur trattandosi di un fenomeno limitato rispetto ai circa 5 miliardi di passeggeri imbarcati ogni anno, il sesso in volo interessa prevalentemente tratte notturne e aerei di grandi dimensioni, con una maggiore incidenza sui voli tra Europa e Stati Uniti e tra USA e Oceania. Un sondaggio del 2018 su 11.000 utenti di app di incontri stimava che il 5% di loro avesse avuto rapporti sessuali in aereo. Le stime incrociate raccolte indicano una percentuale complessiva di circa lo 0,05% di tutti i passeggeri, pari a circa 2,5 milioni di persone.
Non mancano episodi particolari, come quello di un volo Madrid-Miami poco prima della pandemia, in cui un trio ha utilizzato il bagno per un incontro a tre, un fatto raro e reso possibile solo da abilità fisiche fuori dal comune.
Il problema maggiore segnalato dal personale di bordo riguarda spesso la pulizia dei bagni dopo l’uso, con ritrovamenti di preservativi usati, tracce di liquidi organici su lavandini e sedili, talvolta addirittura danni come la rottura di specchi. Queste condizioni igieniche precarie hanno portato in più occasioni a bloccare temporaneamente l’accesso ai bagni durante il volo, con disagi per i passeggeri.
Le compagnie aeree, pur consapevoli del fenomeno e dell’aumento di casi negli ultimi anni, tendono a non commentare ufficialmente per evitare di essere associate esclusivamente a questa realtà, che, pur marginale, rappresenta una sfida gestionale e di immagine.






