Matera, 16 gennaio 2026 – Tra le meraviglie nascoste della Basilicata, il borgo di Craco, noto come “paese fantasma” d’Italia, continua a catturare l’interesse di storici, viaggiatori e cineasti per la sua atmosfera unica e surreale. Abbandonato dalla popolazione negli anni Ottanta a causa di frane e calamità naturali, oggi Craco rappresenta un esempio straordinario di conservazione spontanea di un patrimonio storico-architettonico immerso nella natura selvaggia dei calanchi lucani.
La storia millenaria di Craco tra glorie e abbandono
Fondato intorno al 540 d.C. da coloni greci, Craco ha vissuto un lungo periodo di splendore, diventando un centro strategico durante il Medioevo, soprattutto sotto il regno di Federico II. Il suo antico torrione domina la valle dei fiumi Cavone e Agri, snodi naturali di fondamentale importanza per le vie di comunicazione interne. Nonostante la prosperità storica, Craco è stato colpito da numerosi disastri naturali che hanno portato all’esodo definitivo della popolazione, iniziato negli anni Sessanta e completato nel 1980. Oggi, il borgo conta meno di 600 abitanti nella nuova località “Craco Peschiera”, dove si è trasferita anche la sede comunale.
La presenza di edifici in rovina ma ben conservati e le sue strade deserte hanno trasformato Craco in un luogo di fascino misterioso, tanto da essere inserito nel 2010 dalla World Monuments Fund tra i monumenti da salvaguardare a livello mondiale. Questo riconoscimento ha favorito interventi di tutela e la promozione di visite guidate, attive dal 2011, che consentono di esplorare in sicurezza l’antico borgo, preservandone l’integrità.
Un borgo fantasma tra cinema e natura: Craco sul grande schermo e nei trekking lucani
Craco non è solo un patrimonio storico, ma anche un set naturale per importanti produzioni cinematografiche. Dal 1953 con “La lupa” di Alberto Lattuada fino a “La passione di Cristo” di Mel Gibson nel 2004, passando per “Agente 007 – Quantum of Solace” (2008), il borgo ha offerto paesaggi suggestivi e autentici, capaci di evocare atmosfere intense e senza tempo.
Non meno importante è il legame di Craco con la cultura regionale e il turismo esperienziale. L’itinerario escursionistico ispirato al film “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo, con i suoi 167 km attraverso 13 borghi, collega Craco in un percorso che unisce natura, storia e tradizioni lucane. Papaleo stesso ha definito il borgo come una realtà che “non ha retto la modernità, anche se a noi piace pensare che l’ha rifiutata”.
Un patrimonio da scoprire con consapevolezza
Per chi desidera visitare Craco, è fondamentale informarsi sulle modalità di accesso e sulle visite guidate, il cui scopo è di tutelare l’area dalle criticità legate alla sicurezza e alla conservazione. L’atmosfera surreale del luogo, dove il silenzio è rotto solo dal volo degli uccelli e dal vento che attraversa le rovine, fa di Craco una testimonianza vivente della storia italiana, della resilienza delle sue comunità e della bellezza struggente di un tempo sospeso tra passato e futuro.






