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Il benessere pesa più dello stipendio: per 4 lavoratori su 10 è decisivo

Il mercato del lavoro italiano cambia volto: priorità a benessere, equilibrio vita-lavoro e cultura aziendale. Aziende chiamate a rinnovare strategie per attrarre talenti

by Marco Viscomi
22 Gennaio 2026
Il benessere sul lavoro è più importante dello stipendio per gli italiani

Il benessere sul lavoro è più importante dello stipendio per gli italiani | Shutterstock

Milano, 22 gennaio 2026 – Il mercato del lavoro italiano è al centro di una trasformazione profonda, come evidenziato dal recente “Smarter Hiring Report” condotto da Indeed in collaborazione con YouGov. Questo studio internazionale ha messo in luce un cambiamento radicale nelle priorità e nelle aspettative dei professionisti italiani, spostando l’attenzione dal mero aspetto economico verso una visione più olistica del lavoro. Inoltre, esperti come Gianluca Bonacchi, Senior Talent Strategy Advisor di Indeed, sottolineano come il benessere e l’equilibrio tra vita personale e professionale siano ormai elementi imprescindibili per attrarre e trattenere i migliori talenti.

Il benessere e l’equilibrio vita-lavoro: la nuova frontiera nella scelta professionale

Secondo il rapporto, il 40% dei candidati italiani considera l’equilibrio tra vita privata e lavoro il criterio decisivo nella scelta di un’offerta lavorativa, superando persino lo stipendio base, che si attesta al secondo posto con il 26%. Seguono la crescita professionale (14%), le opportunità di apprendimento (8%) e i benefit aziendali (7%). Questo cambiamento riflette una nuova scala di valori dove il lavoro non è più visto solo come fonte di reddito, ma come ambiente in cui poter mantenere un equilibrio salutare e soddisfare esigenze personali e di sviluppo.

Tuttavia, il report evidenzia una significativa “disconnessione sulle aspettative” tra domanda e offerta: mentre quasi metà dei candidati privilegia il benessere, solo il 17% delle aziende italiane lo promuove come elemento chiave nelle proprie proposte di lavoro, il dato più basso tra i 12 paesi esaminati. La maggior parte dei datori di lavoro punta invece sulla crescita professionale (24%), un aspetto meno rilevante per i candidati, e sottovaluta l’importanza dello stipendio base (solo il 13% lo considera un elemento attrattivo).

La sfida comunicativa delle aziende italiane

Un ulteriore ostacolo segnalato è la difficoltà di molti candidati (13%) a comprendere la cultura aziendale prima di candidarsi, un problema che rischia di far perdere opportunità di attrarre talenti qualificati ancor prima dell’inizio del processo di selezione. Gianluca Bonacchi spiega che il benessere non è più un semplice benefit, ma una componente strutturale della proposta di lavoro. Le aziende che sapranno integrare e comunicare efficacemente questo valore avranno un vantaggio competitivo nel reclutamento.

Il lavoro oggi: tra tradizione e innovazione tecnologica

Il concetto di lavoro in Italia, radicato nella Costituzione e nel codice civile, continua a evolversi anche sotto la spinta della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. Secondo esperti come Filippo Poletti, giornalista e autore del libro “Supervisor, i professionisti dell’AI”, il futuro del lavoro nelle professioni sarà caratterizzato dall’integrazione tra capacità umane e strumenti digitali avanzati. La figura del “supervisor AI” diventa così centrale: non solo utilizzatore, ma orchestratore delle tecnologie di intelligenza artificiale, capace di migliorare l’efficienza senza sostituire la competenza umana.

Nel contesto giuridico e sociale italiano, il lavoro resta un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione, con norme specifiche che regolano i diversi aspetti del rapporto di lavoro subordinato e autonomo. Tuttavia, la crescente domanda di flessibilità, benessere e cultura aziendale richiede alle imprese un ripensamento profondo delle proprie strategie di gestione e comunicazione del capitale umano.

Tags: lavoro

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