Milano, 2 febbraio 2026 – La Candelora è una ricorrenza antica e affascinante che unisce religione, osservazione della natura e tradizioni popolari. Celebrata il 2 febbraio, questa giornata ruota attorno al simbolo della luce, intesa sia come presenza divina sia come segnale del lento ritorno del sole dopo i mesi invernali. Nel tempo, la festa ha raccolto significati diversi: rito cristiano, eredità di culti pagani, momento chiave del calendario agricolo e fonte di proverbi e leggende ancora oggi tramandati. Raccontare la Candelora significa quindi attraversare secoli di storia e credenze, seguendo il filo luminoso che lega l’uomo al ritmo delle stagioni.
Perché si chiama Candelora
Il nome Candelora deriva direttamente dalla candela, simbolo centrale di questa ricorrenza. Nella tradizione cristiana il 2 febbraio è il giorno della Presentazione di Gesù al Tempio e della Purificazione di Maria, evento narrato nel Vangelo di Luca. Durante questa celebrazione, fin dall’antichità, venivano benedette le candele che i fedeli portavano con sé e accendevano come segno di luce, protezione e guida spirituale.
La candela rappresenta Cristo come “luce per illuminare le genti”, ma anche la luce che rischiara l’oscurità dell’inverno e accompagna l’uomo nel suo cammino quotidiano. Da questo rito nasce il nome popolare della festa, che nel tempo ha superato l’ambito strettamente liturgico per entrare nel linguaggio e nell’immaginario collettivo.
Il significato simbolico della luce
La Candelora è una festa profondamente simbolica, in cui la luce assume un valore che va ben oltre la religione. Accendere una candela significa affermare la vittoria della luce sulle tenebre, della vita sulla morte, della speranza sull’incertezza. Non è un caso che questa celebrazione cada nel cuore dell’inverno, quando le giornate iniziano lentamente ad allungarsi e il sole torna a farsi sentire con maggiore decisione.
In molte culture antiche, questo periodo dell’anno era considerato un momento di passaggio, una soglia tra il tempo del freddo e quello della rinascita. La luce della candela diventa così un segno di continuità tra il ciclo naturale e quello spirituale, un ponte tra il mondo visibile e quello invisibile.
Perché proprio il 2 febbraio
La data del 2 febbraio non è casuale. Cade esattamente quaranta giorni dopo il Natale, rispettando la prescrizione ebraica secondo cui una donna, dopo il parto, doveva presentarsi al Tempio per il rito di purificazione. Ma questa collocazione temporale coincide anche con antichi calendari agricoli e rituali precristiani.
Per i Romani, in questo periodo si celebravano riti di purificazione e feste legate alla luce, come i Lupercalia e le cerimonie in onore di Februus, divinità della purificazione da cui deriva il nome del mese di febbraio. La Chiesa, come spesso accaduto, ha sovrapposto il proprio significato religioso a riti già esistenti, trasformando una festa pagana in una solennità cristiana senza cancellarne del tutto le radici simboliche.
La Candelora nella tradizione italiana
In Italia la Candelora è profondamente intrecciata alla cultura popolare, soprattutto attraverso i proverbi meteorologici. Il più famoso recita che se il giorno della Candelora c’è sole o bel tempo, l’inverno durerà ancora a lungo, mentre se piove o è nuvoloso, la bella stagione è vicina.
Questo detto, con leggere variazioni regionali, riflette l’antica attenzione contadina ai segni della natura e al bisogno di prevedere l’andamento delle stagioni per il lavoro nei campi. In molte zone, soprattutto rurali, le candele benedette venivano conservate in casa e accese in caso di tempeste, malattie o momenti difficili, come una sorta di protezione simbolica per la famiglia.
Leggende e credenze popolari
Attorno alla Candelora sono nate numerose leggende che mescolano sacro e profano. In alcune tradizioni si credeva che in questo giorno gli animali uscissero dalle tane per osservare il tempo, un’idea che ricorda da vicino la famosa tradizione della marmotta in altre culture europee e nordamericane. In altre zone d’Italia si pensava che la Candelora segnasse il vero spartiacque dell’inverno, il momento in cui la natura, ancora silenziosa, iniziava a prepararsi alla rinascita primaverile. La festa diventava così un’occasione per osservare, attendere e interpretare, affidandosi a segni piccoli ma carichi di significato.
La Candelora, ancora oggi, conserva questo doppio volto: da un lato celebrazione religiosa della luce divina, dall’altro rito antico che parla di stagioni, di attesa e di speranza. È una festa discreta, lontana dai clamori, ma profondamente radicata nella memoria collettiva, capace di ricordarci che anche nel pieno dell’inverno la luce ha già iniziato il suo ritorno.






