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Home Lifestyle

Gerry Scotti dice addio ai gettoni d’oro: cosa cambia per i vincitori dei quiz

Dalla La Ruota della Fortuna a Chi vuol essere milionario, i premi non verranno più consegnati in “gettoni d’oro” ma pagati in denaro. Una svolta che riapre il tema – spesso frainteso – di tasse, trattenute e differenza tra cifra annunciata in tv e importo realmente incassato.

by Vittorio De Bellaro
2 Febbraio 2026
Gerry Scotti

Gerry Scotti | da La Ruota della fortuna, Mediaset Infinty

Negli studi dei quiz italiani c’è una frase che abbiamo sentito per decenni: “la vincita è in gettoni d’oro”. Un dettaglio che sembrava solo folclore televisivo, ma che in realtà incideva su tempi, passaggi e percezione del premio reale. Ora Gerry Scotti annuncia una svolta: stop ai gettoni, premi pagati direttamente in denaro. Ma cosa significa davvero per chi vince? E soprattutto: cambia qualcosa tra cifra annunciata in tv e importo che finisce sul conto?

In sintesi

  • Nei quiz condotti da Gerry Scotti i premi non saranno più consegnati in gettoni d’oro, ma pagati in denaro.

  • La cifra annunciata resta “lorda”: sulle vincite tv continua a pesare una trattenuta fiscale applicata alla fonte.

  • Con l’addio ai gettoni si riducono passaggi e costi legati alla conversione dell’oro in liquidità.

  • Il tema gettoni d’oro è legato a un intreccio di prassi televisiva, norme e interpretazioni che, negli anni, hanno portato a evitare il premio “cash” diretto.

Cosa cambia e da quando: l’annuncio nei quiz Mediaset

La novità riguarda un punto molto concreto: il modo in cui il premio arriva nelle mani del vincitore. Nei programmi condotti da Gerry Scotti, come La Ruota della Fortuna, la vincita non verrà più “materializzata” in gettoni d’oro (pezzi d’oro consegnati al posto del denaro), ma liquidata direttamente in euro, con le trattenute previste.

Per il pubblico è un cambiamento quasi “di linguaggio”: per decenni, nell’immaginario italiano, vincere in tv significava spesso sentirsi dire che il montepremi era in gettoni. Ora la promessa diventa più lineare: premio in denaro, accredito secondo le modalità previste, importo comunque comunicato in trasmissione come valore lordo.

Perché esistevano i gettoni d’oro: tra regole e prassi

I gettoni d’oro non nascono come vezzo scenico: sono stati, storicamente, un modo per evitare l’equivalenza del “contante” e rientrare nel perimetro di regole e prassi che, nel tempo, hanno disciplinato concorsi e manifestazioni a premio. In Italia, ad esempio, la normativa sulle manifestazioni a premio (oggi incardinata su regole e divieti specifici) ha tradizionalmente escluso il denaro tra i premi ammissibili in molti contesti promozionali.

Il risultato pratico, nel mondo televisivo, è stato questo: invece dell’accredito diretto, la rete acquistava oro e lo consegnava sotto forma di gettoni. Da qui, un passaggio ulteriore inevitabile: chi vinceva doveva poi trasformare quel premio in liquidità, vendendolo attraverso i canali autorizzati e accettando differenze di valutazione, commissioni e tempi tecnici.

La conseguenza è che, soprattutto quando si parlava di premi molto alti, l’attenzione pubblica si spostava dalla cifra annunciata alla domanda che tutti si fanno prima o poi: “quanto mi resta davvero?”

Tasse e importo reale: perché il “lordo” non coincide con il “netto”

Qui sta il nodo che spesso genera confusione. La cifra detta in studio non è l’importo che finisce sul conto, perché sulle vincite tv interviene una trattenuta fiscale applicata direttamente da chi eroga il premio. È il motivo per cui, quando si fanno i conti, il “bottino” scende già al primo passaggio.

Con i gettoni d’oro, a questa trattenuta si sommavano altri fattori pratici: l’acquisto dell’oro, la fiscalità connessa alla forma del premio, e poi la conversione in denaro (che dipende dalle condizioni di vendita e dal valore del metallo in quel momento). Per questo, alcune ricostruzioni pubblicate negli ultimi anni hanno mostrato come, a parità di montepremi “di facciata”, il netto potesse risultare molto più basso di quanto lo spettatore immaginasse.

Il passaggio al premio in denaro non elimina le tasse, ma taglia diversi “strati” intermedi: meno passaggi, meno variabili, più chiarezza sul percorso che porta dal premio annunciato al premio incassato.

Cosa cambia per i vincitori: tempi, trasparenza e meno passaggi

Tradotto in concreto, per chi partecipa a La Ruota della Fortuna (e agli altri quiz coinvolti) il cambiamento ha tre effetti principali:

  1. Più trasparenza: il premio è denaro e il meccanismo è più immediato da comprendere.

  2. Meno frizioni operative: non serve più passare per la consegna fisica e la successiva vendita dell’oro per ottenere liquidità.

  3. Meno variabili sul risultato finale: con i gettoni, il “quanto vale davvero” dipendeva anche dal momento e dalle condizioni di conversione; con il cash, il percorso è più lineare (resta la componente fiscale).

In sintesi: il cambiamento non rende automaticamente “più ricchi” i vincitori, ma rende più prevedibile il tragitto tra vittoria e incasso. E in un’epoca in cui la fiducia del pubblico passa anche da questi dettagli, non è un aspetto secondario.

Domande e risposte

I premi diventano più alti perché non ci sono più i gettoni?
Non necessariamente. La svolta riguarda soprattutto la forma del premio e i passaggi per incassarlo. L’importo annunciato resta un valore lordo: cambia il “come” arriva, non detto che cambi il “quanto”.

Le tasse sulle vincite tv spariscono con il pagamento in denaro?
No. Le vincite restano soggette a trattenute fiscali applicate alla fonte. Il pagamento cash elimina i passaggi legati all’oro, non l’imposizione prevista.

Perché i gettoni potevano far scendere così tanto l’importo reale?
Perché, oltre alla trattenuta fiscale, entravano in gioco altri elementi (acquisto dell’oro, fiscalità collegata e conversione in denaro con relativi costi/condizioni).

Quanto tempo ci vuole per ricevere il premio?
Dipende dai regolamenti e dalle procedure del programma. In generale, però, l’accredito in denaro è un processo potenzialmente più diretto rispetto alla consegna e alla vendita dell’oro.

Questa novità vale per tutti i quiz in Italia?
No: riguarda i programmi e le reti che adottano la nuova modalità. Nel panorama italiano possono convivere regole e scelte diverse a seconda dell’emittente e del format.

Tags: Gerry Scotti

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