Montréal, 10 gennaio 2026 – Un recente studio condotto dall’Università di Montréal, una delle maggiori istituzioni di ricerca scientifica del Canada, ha confermato i legami tra l’esposizione precoce a contenuti televisivi violenti e l’aumento di comportamenti aggressivi nei bambini, con un effetto significativo soprattutto nei maschi. Lo studio, pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, ha analizzato un campione di quasi 2.000 bambini nati tra il 1997 e il 1998, osservando l’impatto della visione di programmi violenti durante la prima infanzia fino all’adolescenza.
L’impatto della violenza mediatica sui comportamenti giovanili
I genitori dei partecipanti hanno segnalato la frequenza con cui i loro figli erano esposti a programmi televisivi contenenti aggressioni fisiche o verbali all’età di 3,5 e 4,5 anni. A 15 anni, i ricercatori hanno valutato i livelli di aggressività, riscontrando un aumento significativo di comportamenti quali minacce, insulti e risse nei ragazzi esposti a contenuti violenti. Tuttavia, questo legame non si è manifestato nelle ragazze, suggerendo differenze di genere nella risposta agli stimoli mediatici violenti. Lo studio sottolinea come l’esposizione precoce alla violenza mediatica possa avere effetti duraturi e gravi, in particolare per i maschi, evidenziando l’importanza di una supervisione attenta da parte dei genitori nella scelta dei contenuti audiovisivi per l’infanzia.
Film per bambini: una selezione consapevole e formativa
Nel contesto delle scelte di contenuti audiovisivi per i più piccoli, è importante orientarsi verso pellicole adatte che stimolino la fantasia senza esporre i bambini a scene violente o inappropriate. Secondo esperti del settore, i film di animazione rappresentano una valida opzione per i bambini a partire dai 4 anni, in quanto risultano più coinvolgenti e facilmente fruibili rispetto ai film con attori in carne e ossa. È consigliabile inoltre evitare di proporre solo i classici o le serie televisive già conosciute, per ampliare l’orizzonte narrativo e culturale dei bambini.
Tra i titoli più adatti vi sono pellicole come Toy Story, primo lungometraggio Pixar che stimola la cura degli oggetti e la fantasia, o Shrek, che introduce temi di diversità e amicizia con una vena ironica. Per i bambini in età scolare, si possono considerare film come La storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Enzo D’Alò, che affronta valori di solidarietà e rispetto per l’ambiente, o Il magico mondo di Roald Dahl, che trasmette messaggi di bontà e gentilezza. Anche titoli più recenti come Ribelle – The Brave della Pixar, che racconta di una principessa indipendente e anticonvenzionale, risultano preziosi per veicolare modelli positivi senza stereotipi.






