Sanremo, 24 febbraio 2026 – A poche ore dalla prima serata della 76esima edizione del Festival di Sanremo, l’attenzione non è puntata soltanto sul palco dell’Ariston, ma su un’altra gara che infiamma chat, uffici, gruppi WhatsApp di famiglia e perfino redazioni giornalistiche: quella del Fantasanremo. Nato quasi per scherzo, oggi è un fenomeno di massa capace di coinvolgere milioni di utenti, influenzare strategie degli artisti e trasformare ogni dettaglio della kermesse in un potenziale colpo da bonus.
Fantasanremo, dalle Marche all’Ariston: la nascita di un’idea geniale
Il Fantasanremo nasce qualche anno fa dall’intuizione di un gruppo di amici marchigiani appassionati del Festival. L’idea era semplice e ironica: creare un fantasy game sul modello del fantacalcio, ma applicato ai cantanti in gara. Ogni partecipante costruisce una propria squadra scegliendo gli artisti in competizione e accumula punti in base a ciò che accade sul palco e fuori.
Quello che inizialmente era un gioco di nicchia, condiviso tra pochi appassionati, ha iniziato a crescere in modo esponenziale grazie ai social network. Gli stessi artisti hanno cominciato a citarlo durante le esibizioni, a strizzare l’occhio ai giocatori, a studiare strategie per ottenere bonus. Nel giro di poche edizioni il Fantasanremo è diventato un fenomeno culturale parallelo al Festival, tanto da essere ormai parte integrante della narrazione sanremese.
E da quest’anno il Fantasanremo si arricchisce anche da una sigla tutta nuova cantata dal fenomeno virale del momento, quel TonyPitony pronto a sconvolgere il teatro Ariston nella serata delle cover in coppia con Ditonellapiaga.
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Come funziona il regolamento: budget, capitani e strategie
Il meccanismo è tanto semplice quanto strategico. Ogni giocatore ha a disposizione un budget virtuale, e ovviamente le fanta monete sono i Baudi, per acquistare un numero limitato di artisti in gara. I cantanti hanno una quotazione che varia in base alla popolarità, alle aspettative e alle probabilità di ottenere punti bonus. I più attesi e mediaticamente forti costano di più, mentre le possibili sorprese sono più accessibili ma anche più rischiose.
Una volta composta la squadra, si sceglie un capitano. È una decisione cruciale, perché i punti ottenuti dal capitano vengono raddoppiati. La competizione si sviluppa nel corso delle serate del Festival e ogni evento genera punteggi: dalla posizione in classifica ai gesti sul palco, dalle interazioni con il pubblico alle eventuali gaffe.
Il regolamento, negli anni, si è fatto sempre più articolato e preciso. Accanto ai punti assegnati per i risultati ufficiali della gara, esiste un universo di bonus e malus legati al comportamento degli artisti. Un outfit particolarmente eccentrico, un ringraziamento alla città ospitante, una citazione inaspettata, una discesa in platea o un momento virale possono trasformarsi in un tesoro di punti. Al contrario, dimenticare il testo, arrivare in ritardo o incappare in problemi tecnici può costare caro.
Le quotazioni della 76esima edizione: chi sale e chi sorprende
In questa 76esima edizione le quotazioni riflettono un mix di nomi consolidati e nuove promesse. Gli artisti più attesi, quelli con una forte fanbase e una grande esposizione mediatica, partono con valutazioni elevate. Sono scelte sicure dal punto di vista della visibilità e delle possibili interazioni spettacolari, ma incidono pesantemente sul budget. Quindi non c’è da stupirsi nel vedere la coppia Fedez–Masini e Tommaso Paradiso là in vetta con una quotazione di 17 baudi.
Accanto a loro ci sono i profili più imprevedibili, magari meno quotati ma potenzialmente esplosivi in termini di bonus creativi, con nomi come Ditonellapiaga e Maria Antonietta e Colombre che promettono scintille. Alcuni cantanti sono noti per la loro teatralità, altri per l’ironia, altri ancora per l’imprevedibilità nelle dichiarazioni o nei look. Proprio questa componente rende il Fantasanremo una sfida psicologica oltre che musicale: non basta scegliere chi canterà meglio, bisogna intuire chi saprà giocare meglio con il gioco.
Le strategie si moltiplicano. C’è chi punta sui big per assicurarsi punti legati alla classifica e chi invece costruisce una squadra equilibrata, sperando in exploit inattesi e in una pioggia di bonus “collaterali”.
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I bonus più divertenti: tra papalina, outfit folli e frasi cult
Il cuore pulsante del Fantasanremo sono senza dubbio i bonus più strani e simpatici. Negli anni sono diventati leggendari quelli legati a oggetti simbolici, come la celebre papalina, o a gesti diventati quasi rituali. Un artista che scende dal palco per abbracciare il pubblico, che si sdraia per terra durante l’esibizione o che lancia una frase destinata a diventare meme può cambiare le sorti di intere classifiche fantasy.
Ci sono bonus assegnati per i ringraziamenti più improbabili, per le lacrime in diretta, per gli outfit total white o total black, da quest’anno anche in total red, per le citazioni colte e per quelle completamente surreali. Anche la semplice pronuncia di parole chiave specifiche può valere punti preziosi. È un meccanismo che trasforma ogni dettaglio in potenziale evento, spingendo il pubblico a guardare il Festival con un’attenzione quasi investigativa.
Ed è proprio questo il segreto del successo: il Fantasanremo rende ogni secondo significativo. Non esiste momento morto, perché tutto può diventare punteggio. Davvero simpatici alcuni bonus legati a momenti cult come “Dov’è Bugo?” o “Questo Festival è truccato, lo ha vinto Fausto Leali”.
Un successo che racconta il nuovo modo di vivere Sanremo
Il trionfo del Fantasanremo racconta qualcosa di più profondo. Parla di un pubblico che non vuole essere soltanto spettatore, ma protagonista attivo. Il Festival non è più solo una competizione musicale, ma un grande evento collettivo, partecipato, commentato in tempo reale.
A poche ore dal via della 76esima edizione, milioni di squadre sono già schierate. I capitani sono stati scelti, le strategie definite, le chat ribollono di pronostici. E mentre le luci dell’Ariston stanno per accendersi, un’altra gara è già iniziata: quella che si gioca tra ironia, intuizione e colpi di scena, dove a vincere non è solo la canzone più bella, ma la mossa più geniale.






