Roma, 6 gennaio 2026 – Il calendario elettorale italiano per il 2026 presenta un quadro ricco di appuntamenti, che anticipano le elezioni politiche previste nel 2027, qualora la legislatura attuale giungesse a scadenza naturale. L’anno sarà caratterizzato da elezioni amministrative rilevanti, con il voto in grandi città e un referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, mentre le elezioni regionali sono assenti, fatta eccezione per la Sicilia nel 2027.
Elezioni 2026: quali sono
Il 2026 vedrà al voto centinaia di Comuni italiani, inclusi importanti capoluoghi come Venezia, dove l’attuale sindaco Luigi Brugnaro non potrà ricandidarsi per un terzo mandato, e Reggio Calabria, in cui si dovrà scegliere il successore di Giuseppe Falcomatà. Anche Pistoia sarà interessata dalla tornata elettorale. Secondo le disposizioni del Ministero dell’Interno, queste elezioni si terranno nella primavera, anche se la data ufficiale non è ancora stata fissata.
Parallelamente, si svolgeranno le elezioni provinciali per eleggere 4 presidenti di provincia e 4 consigli provinciali, con votazioni di secondo livello limitate a sindaci e consiglieri comunali. Tra le province coinvolte figurano Mantova, Lecco, Lecce, Treviso, Salerno, Benevento, Caserta e Frosinone. Queste consultazioni rappresentano un momento chiave per ridefinire le leadership locali e consolidare le coalizioni politiche a livello territoriale.
La legge elettorale comunale prevede che nei Comuni con più di 15.000 abitanti il sindaco sia eletto con la maggioranza assoluta al primo turno o con un ballottaggio tra i due candidati più votati. Nei Comuni più piccoli, invece, è sufficiente avere il maggior numero di voti al primo turno.
Referendum costituzionale sulla giustizia e prospettive politiche
Nel 2026 è previsto un importante referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia, voluto dalla maggioranza che sostiene il governo guidato da Giorgia Meloni. Il decreto legge approvato a fine 2025 stabilisce che la consultazione si svolgerà in due giornate consecutive, domenica e lunedì, presumibilmente nella seconda metà di marzo. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha confermato che la data precisa sarà definita prossimamente.
Questa consultazione rappresenta un banco di prova per il governo e per le forze politiche coinvolte, trattandosi di una riforma che interessa temi sensibili quali la separazione delle carriere e l’efficienza del sistema giudiziario. Il referendum potrebbe influenzare l’agenda politica in vista delle elezioni politiche nazionali attese per il 2027.
L’anno elettorale 2026 si profila dunque come un momento cruciale per la politica italiana, tra rinnovamenti locali significativi e sfide istituzionali di ampio respiro.






