Roma, 17 febbraio 2026 – È approdata in Senato una proposta di legge bipartisan che punta a porre un fermo definitivo alla macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti. Se approvata, questa normativa attribuirebbe a tali equidi lo status giuridico di “Non Dpa” (non destinati alla produzione alimentare), riconoscendoli di fatto come animali da compagnia e vietandone l’uso per la produzione di carne.
La proposta di legge sulla carne di cavallo e le sanzioni previste
L’iniziativa, che ha trovato il sostegno trasversale di diverse forze politiche, è stata promossa dalle deputate Susanna Cherchi del Movimento 5 Stelle e Luna Zanella del gruppo Alternativa Verdi e Sinistra, con il supporto di Michele Brambilla di Noi Moderati. La normativa, attualmente incardinata in commissione Ambiente a Palazzo Madama, prevede un regime sanzionatorio severo per chi violasse il divieto di macellazione: reclusione da tre mesi a tre anni e multe fino a 100.000 euro per gli allevatori che destinano gli equidi alla produzione di carne. La pena si aggraverebbe di un terzo qualora i prodotti fossero effettivamente immessi sul mercato.
Un aspetto fondamentale della proposta riguarda la tracciabilità: entro due mesi dall’entrata in vigore della legge, tutti gli animali coinvolti dovranno essere identificati tramite microchip, per garantire un controllo rigoroso e prevenire abusi.
Sostegno alla riconversione degli allevatori e trend del consumo
Per accompagnare gli allevatori nella transizione verso attività alternative, come il turismo equestre o la creazione di centri di recupero, la norma prevede lo stanziamento di un fondo dedicato di sei milioni di euro. Tale misura mira a mitigare l’impatto economico del divieto, favorendo pratiche più sostenibili e rispettose del benessere animale.
Nonostante l’Italia sia uno dei principali consumatori europei di carne equina, con circa 17.000 equidi macellati nel 2024 e un primato mondiale nelle importazioni, il consumo riguarda una minoranza: solo il 17% degli italiani che mangiano carne includono anche quella di cavallo nella dieta, come evidenziato da un sondaggio di Animal Equity Italia in collaborazione con Ipsos su un campione di 40 milioni di persone. Tra le regioni con maggior consumo spiccano la Lombardia e la Puglia, dove piatti tradizionali come la “brasciola” si affiancano a specialità locali dell’Emilia-Romagna e del Veneto.






