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Home Lifestyle

Crescita delle truffe su WhatsApp ed email: milioni di italiani nel mirino dei cybercriminali

Sicurezza avanzata, privacy garantita e nuove funzionalità multi-dispositivo rendono WhatsApp uno strumento essenziale per comunicare e lavorare in modo efficace nel digitale

by Marco Viscomi
9 Gennaio 2026
Il logo di WhatsApp

Il logo di WhatsApp | Unsplash @Shutter Speed - Alanews.it

Milano, 8 gennaio 2026 – Le truffe digitali continuano a interessare milioni di utenti in Italia, sfruttando strumenti di comunicazione di uso quotidiano come telefonate, WhatsApp, email e SMS. I messaggi, spesso costruiti per sembrare inviati da contatti affidabili, aziende conosciute o enti istituzionali, hanno l’obiettivo di spingere le vittime a cliccare su link dannosi o a fornire dati personali e bancari.

Le segnalazioni raccolte negli ultimi mesi mostrano come le tecniche di raggiro siano in costante evoluzione, adattandosi ai nuovi strumenti digitali e alle abitudini degli utenti. Il fenomeno coinvolge sia i privati cittadini sia le aziende, con conseguenze economiche e operative che possono risultare significative.

Come funzionano le truffe via WhatsApp, email e SMS

Le frodi più diffuse su WhatsApp, email e SMS si basano su comunicazioni che imitano messaggi ufficiali o trasmettono un senso di urgenza. Tra i casi più frequenti rientrano i falsi avvisi di sicurezza che segnalano account bloccati o compromessi, i messaggi che promettono rimborsi, premi o accrediti non dovuti, e le richieste di aggiornamento dei dati attraverso link che rimandano a siti graficamente simili a quelli originali.

Sempre più spesso i messaggi arrivano da numeri o contatti che sembrano familiari, ma che in realtà sono stati clonati. Una volta cliccato il link o aperto l’allegato, l’utente viene indirizzato a pagine create appositamente per sottrarre credenziali, dati personali o informazioni di pagamento.

Nuova truffa su WhatsApp
Nuova truffa su WhatsApp | Pixabay @stockcam – alanews

Le nuove modalità di raggiro nel 2026 su WhatsApp

Accanto alle tecniche ormai note di phishing e smishing, si stanno affermando modalità più elaborate. Tra queste figurano l’utilizzo di WhatsApp Business per rendere le comunicazioni più credibili, l’invio di QR code che rimandano a siti fraudolenti e le finte notifiche relative a spedizioni, pagamenti o verifiche fiscali.

In alcuni casi vengono impiegati messaggi vocali o video generati artificialmente per simulare persone reali. Questi strumenti rendono sempre più difficile distinguere una comunicazione autentica da un tentativo di truffa, soprattutto quando i testi sono ben scritti e accompagnati da grafiche curate.

Cosa non fanno mai banche ed enti pubblici

Un aspetto fondamentale per difendersi consiste nel sapere cosa banche ed enti pubblici non richiedono mai tramite messaggi o email. Non vengono chieste password o codici di accesso attraverso link, né l’inserimento di dati bancari tramite messaggi istantanei.

Non vengono inviati link per “sbloccare” con urgenza un account e non vengono richiesti pagamenti immediati attraverso canali non ufficiali. In caso di dubbi, è sempre consigliabile accedere direttamente al sito ufficiale dell’ente o contattare i canali di assistenza riconosciuti.

Come proteggersi dalle frodi online

Per ridurre il rischio di cadere vittima di una truffa è utile adottare alcune precauzioni di base: evitare di cliccare su link ricevuti via messaggio se non si è certi della loro provenienza, controllare con attenzione il mittente e l’indirizzo web, non condividere dati personali o finanziari tramite chat o email e segnalare i messaggi sospetti ai canali ufficiali e alle autorità competenti.

Come evitare le truffe telefoniche

Facile.it ha diffuso nei mesi scorsi un vademecum rivolto soprattutto alle persone più fragili, pensato per aiutare a riconoscere le frodi più comuni. Le compagnie telefoniche non richiedono mai pagamenti in contanti a domicilio, ma utilizzano esclusivamente canali tracciabili. È inoltre consigliabile diffidare delle chiamate che segnalano bollette non pagate: gli operatori non chiedono IBAN o codici di migrazione per telefono e, in caso di dubbio, è sempre meglio contattare direttamente il servizio clienti ufficiale.

Attenzione anche ai finti consulenti che propongono sconti o nuovi contratti: le offerte reali vengono comunicate solo attraverso canali ufficiali. Un’altra precauzione importante è evitare di richiamare numeri sconosciuti, poiché alcune truffe si basano su chiamate perse che invitano a contattare numeri a tariffazione speciale. Infine, è fondamentale verificare con attenzione messaggi e link ricevuti via WhatsApp o SMS, evitando di cliccare su contenuti non verificati o di fornire dati personali.

In ogni situazione, la consapevolezza rimane il principale strumento di difesa: conoscere le tecniche di raggiro più diffuse permette di riconoscerle più facilmente e di limitarne gli effetti.

Tags: WhatsApp

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