Il 2026 segnerà una svolta storica per la carta d’identità in Italia. Dopo decenni di utilizzo, uno dei formati più tradizionali sta per andare definitivamente in pensione, imponendo a migliaia di cittadini di adeguarsi a una nuova modalità. Un cambiamento che coinvolge il rapporto con la pubblica amministrazione e che richiede attenzione, soprattutto per chi viaggia o utilizza ancora strumenti non aggiornati.
Addio a un formato della carta d’identità: ecco quando accadrà
Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non sarà più valida. Una decisione ormai definitiva che sancisce il superamento del vecchio documento, ancora in possesso di una minoranza di cittadini. Negli ultimi anni, infatti, la maggior parte degli italiani è passata alla Carta d’Identità Elettronica (CIE), destinata a diventare sempre più centrale anche alla luce dei cambiamenti in arrivo sul fronte dell’identità digitale, come l’annunciata trasformazione dello SPID in un servizio a pagamento da parte di Poste Italiane.

Come richiedere la CIE e perché muoversi in anticipo
Chi è ancora in possesso della carta d’identità cartacea è invitato a richiedere quanto prima la CIE presso il proprio Comune di residenza, prenotando tramite il sito del Ministero dell’Interno o rivolgendosi direttamente all’ufficio anagrafe. A differenza del vecchio documento, il rilascio della carta elettronica non è immediato: possono essere necessarie diverse settimane prima di riceverla a casa. Proprio per questo, soprattutto in caso di viaggi programmati, è fortemente consigliato non attendere l’ultimo momento. Dal 2026, inoltre, non sarà più possibile ottenere una carta cartacea nemmeno in situazioni di urgenza.
Più sicurezza e servizi digitali a portata di mano
La Carta d’Identità Elettronica offre numerosi vantaggi rispetto al vecchio formato: maggiore sicurezza, una più elevata protezione dei dati personali e la possibilità di essere utilizzata come strumento di identità digitale. La CIE consente infatti l’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione, semplificando pratiche e procedure. Un passaggio che non riguarda solo la modernizzazione del documento, ma un’evoluzione complessiva del rapporto tra cittadini e istituzioni.
