L’arrivo dello Spid a pagamento sta spingendo molti cittadini italiani a cercare alternative gratuite e altrettanto valide per accedere ai servizi digitali della Pubblica amministrazione. In questo scenario, la Carta d’Identità Elettronica diventa sempre più centrale. Già oggi utilizzabile per autenticarsi su portali come INPS o Agenzia delle Entrate, la CIE diventerà obbligatoria in Italia a partire dal prossimo agosto, segnando un passaggio decisivo nella gestione dell’identità digitale. La decisione di Poste Italiane e di altri provider di introdurre un canone annuale di 6 euro per lo Spid, a partire dal secondo anno di attivazione, ha accelerato questo cambiamento, rendendo la CIE una soluzione pratica, gratuita e destinata a diventare lo standard.

Come usare la Carta d’Identità elettronica per accedere ai servizi online
Utilizzare la Carta d’Identità Elettronica al posto dello Spid è più semplice di quanto si possa pensare. La CIE consente di autenticarsi sui principali siti della Pubblica amministrazione grazie a un sistema sicuro che combina più elementi. Al momento dell’accesso viene richiesto il numero di serie della carta, facilmente individuabile perché stampato sul fronte, insieme al codice Pin. In alcune modalità di utilizzo, soprattutto tramite smartphone, è necessario anche avvicinare fisicamente la carta al dispositivo dotato di tecnologia NFC, utilizzando l’app ufficiale CieID.
Il Pin è fondamentale perché rappresenta la chiave personale per dimostrare la propria identità digitale. Senza di esso non è possibile completare l’autenticazione. È proprio questo passaggio che spesso genera difficoltà, perché molti utenti, a distanza di anni dal rilascio della carta, non ricordano più dove abbiano conservato i codici. Tuttavia, il sistema è stato pensato per consentire il recupero in modo relativamente rapido, senza dover richiedere una nuova carta.
Pin e Puk: cosa sono e come recuperarli se li hai persi
Il Ministero dell’Interno chiarisce che il Pin serve per accedere ai servizi online, mentre il Puk entra in gioco quando il Pin viene bloccato o deve essere reimpostato. Entrambi sono composti da otto cifre, ma non sono mai riportati fisicamente sulla carta per ragioni di sicurezza. Vengono consegnati all’utente in due momenti diversi: una prima parte al momento della richiesta presso il Comune e la seconda parte insieme alla consegna della CIE a casa.
Se il Pin è stato smarrito ma si è ancora in possesso del Puk, la procedura è piuttosto immediata. Attraverso l’app CieID è possibile accedere alla funzione di sblocco della carta e impostare un nuovo Pin in pochi passaggi. La situazione è più delicata quando manca anche il Puk, ma esiste comunque una soluzione. Sempre tramite l’app CieID, nella sezione dedicata al recupero del Puk, si può avviare la procedura avvicinando la carta allo smartphone e inserendo il numero di serie, oltre ai dati forniti al Comune al momento della richiesta. Dopo circa 48 ore, si riceve un link via SMS o email che consente di completare il recupero.
Con la progressiva digitalizzazione dei servizi pubblici, conoscere il funzionamento della Carta d’Identità Elettronica e sapere come recuperare Pin e Puk diventa essenziale. Un piccolo investimento di tempo oggi può evitare costi e complicazioni domani, rendendo la CIE una vera alternativa allo Spid.






