Roma, 30 gennaio 2026 – La tradizione del Carnevale continua a rappresentare un momento di festa e rinnovamento culturale in Italia e in Europa, confermandosi una ricorrenza ricca di storia, simbologie e innovazioni. Il 2026 si presenta come un anno particolarmente significativo per il Carnevale italiano, grazie al ricco calendario di eventi in città storiche e borghi, accompagnati da celebrazioni che intrecciano passato e presente, con la partecipazione di figure di rilievo e un’offerta culturale sempre più diversificata.
Il Carnevale: origini e significato profondo
Il Carnevale, festa mobile che si celebra nei giorni che precedono il Mercoledì delle Ceneri, affonda le sue radici in antiche festività pagane e riti di rinnovamento simbolico, come i Saturnali romani e le Dionisie greche. Queste celebrazioni rappresentavano un periodo in cui venivano temporaneamente sospese le regole sociali e morali per favorire un capovolgimento dell’ordine costituito, accompagnato da scherzi, eccessi e licenze festive.
Etimologicamente, il termine “carnevale” deriva dal latino carnem levare (“eliminare la carne”), in riferimento al banchetto finale prima della Quaresima, periodo di digiuno e astinenza. Tale festa è caratterizzata da sfilate di maschere, carri allegorici, veglioni e balli, oltre a tradizioni culinarie tipiche come frittelle, zeppole e ciambelle, consumate per l’ultima volta prima della Quaresima. Le maschere, che in Italia hanno una tradizione consolidata soprattutto dal Carnevale di Venezia del XV secolo, assumono spesso un valore apotropaico, permettendo ai partecipanti di assumere temporaneamente caratteristiche “soprannaturali” o di esprimere satira sociale.
Il Carnevale, dunque, è un momento di grande espressione collettiva e spirituale, in cui la comunità si riunisce per un rito di trasformazione, nella sospensione del tempo ordinario e nel dialogo tra vivi e morti, tra realtà e mito.

Le celebrazioni principali in Italia
Sciacca e San Gimignano: anniversari e tradizione
Il 2026 segna importanti ricorrenze per due celebri Carnevali italiani. A Sciacca, in Sicilia, si festeggiano i 400 anni di una tradizione riconosciuta tra i Carnevali storici dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il programma prevede eventi di grande richiamo nei weekend del 14-15 e 20-22 febbraio, con sfilate di carri allegorici in cartapesta, dotati di movimenti meccanici e accompagnati da musiche originali, recite allegoriche e gruppi mascherati dai costumi elaborati. L’evento, che nel 2025 ha attratto oltre 135.000 visitatori, include anche una Kids Area dedicata ai più piccoli, un Luna Park e il TicketSms Stage per gli spettacoli serali. Tra gli ospiti di rilievo, la nota coppia di content creator “Me contro Te” si esibirà in uno spettacolo-showcase il 15 febbraio, confermando la capacità del Carnevale di rinnovarsi e coinvolgere nuove generazioni.
Nel cuore della Toscana, a San Gimignano, si celebra il centenario del Carnevale, evento che conferma come anche manifestazioni più raccolte possano diventare tradizioni condivise e radicate. Fino a metà febbraio, ogni domenica pomeriggio, il borgo medievale si anima con sfilate di carri allegorici, cortei mascherati e momenti musicali e sportivi, con ingresso libero. Una mostra fotografica intitolata “Gli ultimi decenni del Carnevale di San Gimignano: dalla crisi alla rinascita, fino alla realtà odierna”, allestita nella Sala della Cancelleria, racconta la storia e il valore sociale della festa. Il 8 febbraio si esibiranno i Bandao con musica itinerante, mentre il 15 febbraio sarà dedicato a un torneo giovanile di calcio, seguito dalla premiazione dei carri allegorici in piazza Duomo.
Venezia: il Carnevale tra storia e mito
Il Carnevale di Venezia, tradizionale e tra i più famosi al mondo, si svolge dal 31 gennaio al 17 febbraio, con il Martedì Grasso come culmine. Quest’anno, in concomitanza con le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, il tema scelto è Olympus – Alle origini del gioco, un omaggio alla mitologia e allo spirito della competizione leale. Le maschere classiche veneziane, come la Bauta e il Medico della Peste, si affiancano a figure mitologiche e divinità acquatiche, creando un dialogo tra acqua, storia e fantasia.
Uno dei momenti più attesi è il corteo acqueo sul Canal Grande, che si terrà domenica 1° febbraio: imbarcazioni a remi decorate e coloratissime, guidate dalla celebre “Pantegana”, attraverseranno la città tra luci e riflessi, con la rievocazione storica del rapimento e della liberazione delle dodici fanciulle veneziane, le “Marie”, protagoniste di un episodio simbolico della tradizione locale.

Altre manifestazioni di rilievo e contesti regionali
In Valle d’Aosta, il Carnevale si lega ancora strettamente alle tradizioni contadine e ai riti propiziatori per la semina. A Verrès, dal 14 al 17 febbraio, si svolge una rievocazione storica con cortei in costume e la lettura del Proclama, mentre nella valle del Gran San Bernardo e a Valpelline si conservano usanze legate alle uniformi napoleoniche, con abiti artigianali riccamente decorati.
In Toscana, oltre a San Gimignano, Firenze celebra il Carnevale con sfilate, animazioni e un concerto dedicato all’arte del travestimento, mentre a Follonica il Carnevale Maremmano, con i suoi otto rioni, propone carri monumentali e satira politica e sociale, tra temi contemporanei come l’intelligenza artificiale e la ludopatia.
Nel Sud, il Carnevale di Putignano, giunto alla 632ª edizione, affronta nel 2026 il tema del paradosso, con otto carri allegorici che trattano argomenti di attualità e diritti civili, sotto la direzione del filosofo Andrea Colamedici.
In Basilicata, ad Aliano, il Carnevale torna alle sue radici più antiche con le maschere cornute, create artigianalmente e accompagnate da una commedia dialettale che mette in scena la vita locale tra ironia e tradizione.
Infine, il Carnevale di Lisbona, in Portogallo, si conferma una festa vibrante che anima la città con musica, maschere artigianali e spettacoli itineranti, offrendo un’esperienza culturale e gastronomica che coinvolge tutti i quartieri cittadini.
