La truffa del codice a 6 cifre su WhatsApp continua a rappresentare una minaccia persistente per milioni di utenti in tutto il mondo. Nonostante gli aggiornamenti di sicurezza e le numerose campagne di sensibilizzazione, i cybercriminali affinano costantemente le loro strategie, sfruttando la fiducia degli utenti e le vulnerabilità umane. Con oltre tre miliardi di utenti attivi, WhatsApp resta un bersaglio privilegiato per questi attacchi, che possono portare alla completa compromissione dell’account personale e alla diffusione di ulteriori raggiri.
Il meccanismo della truffa del codice a 6 cifre
Il modus operandi di questa frode è semplice ma efficace. Il truffatore ottiene l’accesso all’account di un contatto già compromesso, sfruttando spesso uno smartphone smarrito o rubato senza adeguate protezioni come un blocco schermo robusto o un PIN sicuro. Dopodiché, invia ai contatti della vittima un messaggio apparentemente innocuo e personalizzato, ad esempio: “Ciao, ti è arrivato per sbaglio un codice da WhatsApp? Puoi mandarmelo?”. Nel frattempo, il malintenzionato avvia la procedura di accesso all’account della vittima da un altro dispositivo, facendo generare automaticamente da WhatsApp un codice a sei cifre inviato via SMS. Poiché il codice non è intercettabile direttamente, il truffatore punta a farselo consegnare volontariamente dalla vittima.
Una volta ottenuto il codice, l’account viene sottratto all’ignara persona, che perde immediatamente il controllo e viene esclusa dalla sua stessa utenza. Da questo momento, il profilo diventa uno strumento per perpetrare ulteriori truffe a catena, coinvolgendo nuovi contatti e diffondendo link malevoli, richieste di denaro ingannevoli o messaggi costruiti ad arte con informazioni personali reali.

Numeri sospetti e modalità di propagazione delle truffe WhatsApp
Le truffe su WhatsApp si manifestano anche tramite messaggi provenienti da numeri telefonici con prefissi internazionali notoriamente usati dai criminali informatici, come +0091 (India), +855 (Cambogia), +234 (Nigeria) e altri paesi africani o asiatici. Questi numeri spesso inviano messaggi iniziali di approccio con frasi come “Salve, posso parlarle?” per instaurare un clima di fiducia. Le vittime più vulnerabili sono spesso anziani o persone poco esperte di tecnologia, che non riconoscono la natura fraudolenta di tali comunicazioni.
Oltre al furto del codice, i truffatori impiegano altre tecniche, tra cui:
- Invio di link fasulli che portano a siti web contraffatti.
- Finti operatori bancari che simulano chiamate o videochiamate per spingere alla consegna di dati sensibili.
- Richieste di denaro a nome di amici o familiari in difficoltà.
- Truffe romantiche (romance scam) con profili fake che costruiscono rapporti di fiducia per estorcere denaro.
Come difendersi efficacemente dalle truffe su WhatsApp
La prevenzione è l’arma più efficace contro queste frodi. Ecco i consigli aggiornati per proteggere il proprio account e i propri dati personali:
- Non condividere mai il codice di verifica a 6 cifre ricevuto via SMS, neanche con amici o parenti.
- Attivare la verifica in due passaggi, che richiede un PIN personale oltre al codice di accesso.
- Abilitare le notifiche di sicurezza, che avvisano in caso di cambiamento delle chiavi di crittografia dell’account.
- Non rispondere a messaggi da numeri sconosciuti o sospetti, soprattutto se provengono da prefissi internazionali indicati come fonte di truffe.
- Bloccare e segnalare immediatamente i numeri sospetti all’interno dell’applicazione.
- Diffidare di richieste urgenti di denaro o di informazioni personali.
- In caso di furto dell’account, tentare subito il ripristino inserendo il proprio numero su un nuovo dispositivo e, se necessario, segnalare l’accaduto a WhatsApp e alle autorità competenti.
- Informare i propri contatti della truffa per interrompere la catena di diffusione.
WhatsApp continua a migliorare la sicurezza della piattaforma, garantendo la crittografia end-to-end che protegge i messaggi da intercettazioni esterne. Tuttavia, la vulnerabilità più grande resta l’utente, che deve mantenere alta la guardia e adottare tutte le precauzioni consigliate.
La consapevolezza e l’attenzione sono fondamentali per difendersi da un fenomeno che evolve costantemente, ma che può essere arginato con semplici accorgimenti. Solo così si può evitare di cadere vittima di uno dei raggiri digitali più insidiosi degli ultimi anni.





