Belluno, 17 gennaio 2026 – Mentre l’attenzione mediatica si concentra sulle imminenti Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, che si terranno dal 6 al 22 febbraio prossimi, ecco emergere un volto meno noto ma altrettanto affascinante delle Dolomiti Bellunesi. Questa regione, ricca di storia e natura incontaminata, offre un’esperienza montana che privilegia la lentezza, il silenzio e il contatto autentico con il territorio, lontano dalle rotte turistiche più frequentate e dalla mondanità di Cortina d’Ampezzo.
Dolomiti Bellunesi: un patrimonio naturale e culturale da scoprire
Il Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti invita a esplorare l’area anche durante l’inverno, quando la neve rende i paesaggi ancora più profondi e suggestivi. Le Tre Cime di Lavaredo, rappresentano senza dubbio l’icona per eccellenza delle Dolomiti Bellunesi, meta imperdibile per escursionisti e amanti della montagna. Tuttavia, oltre a queste celebri vette, il territorio si caratterizza per borghi storici, sentieri immersi nei boschi e testimonianze di vita rurale che narrano un passato autentico.
Ad esempio, nel comune di Auronzo di Cadore, noto per ospitare la parte meridionale delle Tre Cime, l’inverno regala un’atmosfera intima. Il centro storico, con le sue case in legno e pietra, racconta l’architettura tradizionale e la vita quotidiana di un tempo. Tra i luoghi simbolo, spicca il lavatoio comunale restaurato, un tempo fulcro di socialità per le donne del paese.
Nei dintorni di Auronzo, brevi passeggiate invernali conducono attraverso boschi silenziosi e antichi tabià, fienili in legno tipici della cultura alpina, che testimoniano una montagna vissuta ben prima dell’avvento del turismo di massa.
Arte, storia e tradizioni nelle valli Bellunesi
Nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, il borgo di Vigo di Cadore custodisce un sorprendente patrimonio artistico. La Chiesa Pievanale di San Martino ospita opere di rilievo come il trittico di Antonio Rosso del 1492 e lavori di Tommaso Da Rin, artista locale. Poco distante, la Cappella di Sant’Orsola, soprannominata la “piccola cappella degli Scrovegni”, presenta un ciclo pittorico tra i più raffinati dell’intera area dolomitica.
Importante anche la Biblioteca Storica Cadorina, fondata nel 1892, che conserva oltre ottomila volumi, manoscritti e pergamene, rappresentando un autentico scrigno della memoria locale.
Un’altra gemma è Lozzo di Cadore, definito “paese dei mulini”, dove una passeggiata lungo il torrente Rio Rin permette di scoprire antiche canalizzazioni, segherie e fucine che sfruttavano la forza dell’acqua per lavorare grano, legno e ferro. Il Museo della Latteria, ospitato nell’ex latteria sociale, racconta la tradizione casearia della zona, mentre il Museo Ladino Diffuso accompagna i visitatori alla scoperta della cultura ladina attraverso installazioni all’aperto.
Anche località più frequentate come Misurina offrono la possibilità di immergersi in una montagna più tranquilla. Il lago ghiacciato e i pascoli innevati si prestano a escursioni con le ciaspole, come l’itinerario che dal rifugio Col de Varda conduce alla Forcella Maraia e al rifugio Città di Carpi, raggiungibili comodamente con la seggiovia.
Dolomiti Bellunesi Calcio: la squadra che unisce la provincia
Parallelamente alla ricchezza paesaggistica e culturale, le Dolomiti Bellunesi vantano oggi anche una realtà sportiva di rilievo: la Dolomiti Bellunesi Calcio. Fondata nel 2021 dalla fusione di tre storiche società calcistiche della provincia di Belluno, Feltre e Sedico, questa squadra rappresenta un simbolo di identità e orgoglio per l’intero territorio bellunese.
Dopo anni di militanza in Serie D, la squadra ha raggiunto un traguardo storico vincendo il girone nella stagione 2024-2025 e approdando così alla Serie C per la stagione 2025-2026, consolidando la sua presenza tra i professionisti. I colori sociali ufficiali sono il rosa, il verde e il nero, ispirati al fenomeno dell’enrosadira, quel suggestivo gioco di luci che tingono di rosa le Dolomiti all’alba e al tramonto.
La dirigenza, guidata dal presidente Paolo De Cian e dall’allenatore Andrea Bonatti, ha scelto di rappresentare la provincia in modo policentrico, disputando le gare interne in diversi impianti tra Belluno, Feltre e Sedico, con il principale stadio in fase di completa ricostruzione a Belluno grazie a fondi PNRR.
In questo modo, la Dolomiti Bellunesi Calcio non solo promuove lo sport ma contribuisce anche a rafforzare il legame tra le comunità montane e la valorizzazione del territorio, proprio come avviene con la promozione di un turismo lento e sostenibile nelle Dolomiti Bellunesi.






