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Home Lifestyle

Abiti da solo? C’è un’app che potrebbe salvarti la vita in caso di emergenza

Pensata per aiutare chi non vive assieme ad altre persone, l'applicazione ha riscosso un'enorme popolarità in Cina, dov'è balzata in cima alle classifiche

by Alessandro Bolzani
14 Gennaio 2026
Un uomo con in mano uno smartphone

Un uomo con in mano uno smartphone | Unsplash @Cătălin Dumitrașcu - Alanews.it

Negli ultimi giorni un’applicazione dal nome volutamente spiazzante ha iniziato a circolare con insistenza sui social e nei forum internazionali. Si chiama Are You Dead? e la sua proposta è tanto elementare quanto disturbante: chiedere agli utenti, a intervalli regolari, se sono ancora in vita. Proprio questa combinazione di semplicità e inquietudine ha trasformato l’app in un piccolo caso virale, attirando l’attenzione di migliaia di persone.

Una risposta tecnologica a un’ansia molto concreta

Alla base del successo di Are You Dead? c’è una preoccupazione diffusa, in particolare tra chi vive da solo: l’eventualità di avere un malore o un incidente senza che nessuno se ne accorga in tempo. L’app prova a colmare questo vuoto con un sistema minimale ma diretto, rinunciando a sensori, tracciamenti o analisi sanitarie e concentrandosi su un gesto semplice, quasi rituale.

Il cuore dell’app: un pulsante verde ogni due giorni

Il funzionamento ruota attorno a un’unica azione. Ogni due giorni l’utente deve premere un grande pulsante verde per confermare di stare bene. Se la conferma non arriva entro il tempo previsto, l’app invia automaticamente un avviso al contatto di emergenza precedentemente selezionato.

L'app Are You Dead?
L’app Are You Dead? | X @yourboydeluxe – Alanews.it

Nessuna raccolta di dati clinici, nessun utilizzo dei sensori del telefono: solo una notifica che segnala un possibile problema.

Un fenomeno giovane, urbano e… cinese

Are You Dead? è un’app a pagamento dal costo di 99 centesimi e circola anche con il nome Demumu. La sua diffusione, secondo le ricostruzioni, non ha coinvolto principalmente la popolazione anziana, come ci si potrebbe aspettare, ma piuttosto giovani adulti che vivono da soli nelle grandi città della Cina. Un dato che racconta molto delle trasformazioni sociali in corso.

Solitudine abitativa e cultura digitale

Come riportato dalla BBC, l’aumento delle abitazioni unipersonali ha creato un contesto ideale per la nascita di soluzioni come questa. Il tono volutamente crudo dell’app ha contribuito a trasformarla in un piccolo simbolo culturale, capace di rappresentare una generazione sempre più autonoma, ma anche più esposta a nuove forme di solitudine.

Le alternative già presenti su Android

In realtà il mondo Android offre già strumenti con funzioni simili. L’app Sicurezza Personale di Google integra la funzione Controllo di sicurezza, accessibile attraverso Emergenze Personali, che consente di impostare un timer di verifica. Se l’utente non conferma la propria sicurezza, il telefono condivide automaticamente la posizione e avvisa i contatti di emergenza.

Perché Are You Dead? riesce a distinguersi

La soluzione di Google, pur essendo completa e gratuita, richiede l’attivazione manuale a ogni utilizzo e non permette controlli ricorrenti programmati. È proprio qui che Are You Dead? trova il suo spazio: una volta configurata, l’app funziona in autonomia senza ulteriori interventi da parte dell’utente.

Su Android esistono anche altre applicazioni che gestiscono check-in programmati e notifiche in caso di mancata risposta, come i servizi di condivisione della posizione. La vera differenza, tuttavia, non è tecnica ma comunicativa. Gli strumenti integrati adottano un linguaggio prudente e neutro, mentre Are You Dead? affronta la questione senza filtri, rendendo esplicita la paura che intende gestire.

Al momento Are You Dead? non risulta disponibile sull’App Store italiano, ma è possibile che arrivi nei prossimi mesi. Inoltre, come abbiamo visto, le alternative simili non mancano.

Tags: Smartphone

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