Monaco di Baviera, 14 febbraio 2026 – In un intervento durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sottolineato l’importanza cruciale del sostegno europeo nella difesa contro i raid missilistici russi, evidenziando come l’Europa stia effettivamente pagando per la capacità di Kiev di respingere gli attacchi balistici.
Zelensky ringrazia l’Europa per il sostegno alla difesa aerea
Nel suo discorso, Zelensky ha descritto il difficile scenario che affrontano le unità di difesa aerea ucraine, spesso costrette a utilizzare tutte le riserve di missili per bloccare gli attacchi russi, senza garanzie di rifornimenti immediati. “Una delle cose peggiori che un leader possa sentire in tempo di guerra è un rapporto che dice che le unità di difesa aerea sono vuote“, ha detto, raccontando come a volte i missili Patriot e Nasams vengano consegnati all’ultimo momento, proprio prima di un attacco.
Il presidente ha voluto esprimere un ringraziamento particolare a Germania, Norvegia e Paesi Bassi per la loro “forte leadership in Europa nel fornirci sistemi di difesa aerea. Questi sistemi ci salvano la vita“. Inoltre, Zelensky ha ricordato l’importanza del programma Purl, che consente all’Ucraina di acquistare missili Patriot dagli USA grazie al supporto europeo. “La maggior parte dei missili di difesa aerea in grado di fermare i missili balistici russi ci arriva grazie al Purl, che esiste grazie all’Europa“, ha precisato.

Cresce la tensione per le incursioni e la richiesta di uno scudo comune europeo
Le tensioni nella regione si mantengono alte, con episodi recenti di incursioni di droni russi nello spazio aereo della Polonia, membro della Nato e dell’UE, che ha abbattuto oltre dieci di questi velivoli. Zelensky ha definito l’attacco “deliberato“, affermando di aver fornito a Varsavia tecnologia, addestramento e dati di intelligence per abbattere i droni russi, in particolare quelli di tipo “shahed” di origine iraniana.
Il presidente ucraino ha ribadito la necessità di lavorare a un sistema di difesa aerea congiunto europeo per creare uno scudo efficace sopra il continente e ha sottolineato come la Russia stia testando i limiti della risposta occidentale. Nel dialogo con i leader di Polonia, Regno Unito, Italia e altri Paesi europei, Zelensky ha evidenziato come la mancanza di una reazione forte e coordinata rischi di peggiorare ulteriormente la situazione di sicurezza europea.
Il presidente ha infine ringraziato ogni leader europeo che investe in programmi di difesa condivisi, ricordando che solo con un impegno concreto e continuo sarà possibile tutelare la vita dei cittadini ucraini e, più in generale, la stabilità del continente.
Durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito l’importanza dell’unità transatlantica come strumento fondamentale nella difesa contro le strategie aggressive della Russia. Nel suo intervento, Zelensky ha sottolineato che nessun paese europeo può difendersi efficacemente da solo, evidenziando come la coesione tra nazioni europee e nell’area euroatlantica rappresenti il miglior “intercettore” contro le mire di Mosca.
L’unità come scudo contro Mosca
Zelensky ha spiegato che la Russia punta a dividere l’unità europea e transatlantica per poter avanzare i suoi piani aggressivi con maggior facilità. “La nostra unità con voi, l’unità in Europa, l’unità nella comunità euroatlantica… vogliono romperla perché la nostra unità è il miglior intercettore contro i piani aggressivi della Russia”, ha affermato il presidente ucraino davanti ai rappresentanti internazionali riuniti a Monaco di Baviera, capitale della Baviera e importante centro politico e culturale europeo.
Secondo Zelensky, la solidarietà tra alleati è essenziale, soprattutto in una guerra su vasta scala come quella in Ucraina, dove tecnologia e risorse economiche da sole non bastano a garantire la sicurezza nazionale.
Attacchi alle infrastrutture critiche e dedizione del popolo ucraino
Il presidente ha inoltre denunciato che la maggior parte degli attacchi russi prende di mira le centrali elettriche e le infrastrutture critiche dell’Ucraina. “Non c’è una sola centrale elettrica rimasta in Ucraina che non sia stata danneggiata dagli attacchi russi, nemmeno una”, ha dichiarato Zelensky, rimarcando come il sistema energetico sia stato mantenuto in funzione grazie alla protezione fisica degli impianti e all’aiuto della difesa aerea internazionale e mostrando anche una mappa con tutti gli attacchi aerei da parte della Russia.
Ha voluto infine rendere omaggio alla dedizione dei lavoratori energetici e delle squadre di emergenza che, con il loro impegno costante e immediato, salvano vite e mantengono operative le infrastrutture vitali del paese. “Quando vedo i nostri operatori energetici, le nostre squadre di riparazione, vedo qualcosa che spesso manca in politica: la dedizione, la capacità di lavorare al 100% in una vera emergenza”, ha sottolineato Zelensky, sottolineando come la loro resilienza sia un esempio da seguire anche per i politici.

Il ruolo degli ucraini nella difesa europea
Secondo Zelensky, dietro la tenace difesa ucraina si collocano realtà come la Polonia indipendente e gli Stati baltici liberi, con la possibilità che anche Moldova e Romania rimangano libere da regimi dittatoriali. In questo contesto, ha citato in modo critico il premier ungherese Viktor Orbán, affermando che, grazie all’impegno degli ucraini, Orbán può permettersi di “far crescere la sua pancia e non il suo esercito” per impedire il ritorno dei carri armati russi per le strade di Budapest.
Durante il suo intervento, Zelensky ha inoltre rivelato dati sulle perdite subite dalla Russia, che paga un prezzo molto alto per ogni chilometro di territorio occupato in Ucraina: 156 soldati russi per chilometro. Nel solo dicembre 2025, l’esercito ucraino ha eliminato 35.000 soldati russi tra morti e feriti gravi, mentre a gennaio le perdite si sono attestate intorno a 30.000 a causa di un numero inferiore di attacchi russi.






