Istanbul, 4 aprile 2026 – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non si recherà personalmente a Istanbul per i colloqui con la Russia, ma invierà una delegazione guidata dal ministro della Difesa, Rustem Umerov. Questo incontro, annunciato da Kiev, è considerato cruciale per discutere la cooperazione in ambito di sicurezza e per cercare di trovare una soluzione al conflitto russo-ucraino.
Zelensky ad Ankara, Erdogan a Istanbul: la strategia diplomatica
Contrariamente alle prime notizie che indicavano l’arrivo di Zelensky a Istanbul, il presidente ucraino ha scelto di rimanere ad Ankara, dove ha incontrato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il colloquio ha avuto come focus principale la cooperazione in materia di sicurezza e il sostegno diplomatico per la risoluzione della crisi in corso. Zelensky ha definito un “segnale molto importante” il riconoscimento da parte di Erdogan della Crimea come territorio ucraino, sottolineando la rilevanza politica di questo gesto.
Il portavoce di Zelensky, Sergiï Nykyforov, ha confermato l’invio di una delegazione a Istanbul per i negoziati con i rappresentanti russi, mentre il capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky, ha dichiarato che la sua parte è pronta a discutere possibili compromessi per una pace duratura. I colloqui, mediati da Turchia e Stati Uniti, sono programmati per il 16 maggio e si svolgeranno nel Palazzo Dolmabahce di Istanbul.
La situazione dei colloqui e il contesto internazionale
I negoziati si inseriscono in un quadro internazionale complesso, in cui le tensioni tra Russia e Ucraina continuano a segnare la scena geopolitica. La delegazione russa è già presente a Istanbul, mentre quella ucraina è attesa per l’avvio ufficiale delle trattative. Nel frattempo, il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha avuto un colloquio telefonico con Zelensky, durante il quale entrambi hanno ribadito l’impegno per una soluzione diplomatica sia della crisi in Ucraina che delle tensioni mediorientali.
Il presidente turco Erdogan si è detto disponibile a ospitare i leader di entrambi i Paesi quando saranno pronti a un confronto diretto, sottolineando l’importanza di mantenere aperti i canali di dialogo. Nel contesto regionale, la Turchia assume così un ruolo di mediatore fondamentale, non solo nei rapporti tra Mosca e Kiev, ma anche nelle dinamiche più ampie che coinvolgono Medio Oriente e alleanze internazionali.





