Undici Paesi vicini all’Iran, tra cui Stati europei e gli Stati Uniti, avrebbero chiesto assistenza all’Ucraina per contrastare la minaccia rappresentata dai droni iraniani. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sottolineando come l’esperienza maturata da Kiev nella difesa contro gli attacchi aerei russi – spesso condotti proprio con droni di fabbricazione iraniana – possa ora diventare un elemento di cooperazione internazionale. Secondo il leader ucraino, la situazione in Medio Oriente e la guerra in Ucraina sono sempre più collegate e richiedono una risposta coordinata da parte dei Paesi alleati.
Le richieste di aiuto a Kiev e la difesa contro i droni
Parlando della situazione, Zelensky ha spiegato che il Consiglio di sicurezza nazionale ucraino, insieme allo Stato maggiore e alle Forze di difesa, valuterà quali richieste potranno essere soddisfatte senza compromettere la sicurezza del Paese.
“Il Consiglio di Sicurezza Nazionale dell’Ucraina, insieme allo Stato Maggiore e alle Forze di Difesa, determinerà quali altre richieste del nostro Paese potremo accogliere positivamente, senza ridurre la nostra capacità di autodifesa”, ha dichiarato il presidente.
Secondo Zelensky, la priorità resta impedire che l’Iran possa rafforzare la propria posizione militare o ottenere vantaggi strategici nella regione. “Il regime iraniano non deve ottenere alcun vantaggio sui difensori della vita”, ha affermato, invitando i partner internazionali a lavorare insieme per stabilizzare la situazione sia sul piano regionale sia sui mercati globali.
Il presidente ucraino ha ricordato come Kiev abbia da tempo proposto ai propri alleati di rafforzare la cooperazione militare, in particolare sul fronte della difesa contro droni e missili. Tra le iniziative discusse vi sono anche operazioni per colpire o limitare la produzione di armamenti utilizzati dai cosiddetti “regimi aggressori”.
Il legame tra Iran, Russia e il conflitto in Ucraina
Nel suo intervento Zelensky ha sottolineato anche il rapporto di collaborazione tra Teheran e Mosca. Secondo il leader ucraino, i due Paesi si sostengono reciprocamente sia sul piano politico sia su quello militare.
“Il regime iraniano e quello russo si supportano a vicenda”, ha dichiarato, aggiungendo che la Russia starebbe cercando di sfruttare le tensioni in Medio Oriente per favorire la propria offensiva contro l’Ucraina.
Mosca, secondo Zelensky, starebbe tentando di “manipolare la situazione in Medio Oriente e nella regione del Golfo” per trasformare gli attacchi iraniani contro Paesi vicini e contro basi statunitensi in una sorta di “secondo fronte” della guerra già in corso contro Kiev e, più in generale, contro l’Occidente.
“Il male non deve avere la possibilità di coordinarsi”, ha affermato il presidente ucraino.
Zelensky ha inoltre riferito di aver incontrato il team negoziale ucraino impegnato nelle discussioni su un possibile percorso per porre fine alla guerra con la Russia. Ha spiegato che Kiev è in contatto continuo con Washington e con gli altri alleati occidentali.
“Siamo in comunicazione con la parte americana praticamente 24 ore su 24, sette giorni su sette”, ha detto. Tuttavia, il leader ucraino ha precisato che l’attenzione internazionale è attualmente concentrata sulla crisi legata all’Iran. Per questo motivo, una riunione prevista per questa settimana è stata rinviata su richiesta della parte statunitense.
Nonostante il rinvio, Zelensky ha ribadito la disponibilità dell’Ucraina a proseguire il dialogo diplomatico: “Siamo pronti a incontrarci in qualsiasi momento, in un formato utile e realistico per porre fine alla guerra”.






