Aidarous Al-Zubaidi, leader separatista dello Yemen del Sud e presidente del Consiglio di Transizione del Sud (STC), ha lasciato il paese per rifugiarsi negli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto reso noto dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita. La sua fuga arriva dopo la sua destituzione dal Consiglio Presidenziale yemenita con l’accusa di alto tradimento, e in un contesto di intensi scontri nel sud dello Yemen.
Fuga rocambolesca di Al-Zubaidi dallo Yemen
La coalizione saudita ha descritto dettagliatamente la fuga di Al-Zubaidi, avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 gennaio. Il leader separatista avrebbe lasciato la sua roccaforte di Aden in barca, dirigendosi verso Berbera, nel Somaliland, per poi proseguire in aereo verso Mogadiscio, sotto la supervisione di ufficiali emiratini. Il viaggio si è concluso con l’arrivo ad Abu Dhabi, dove Al-Zubaidi è giunto ieri sera.
Gli scontri in Yemen del Sud si sono intensificati dopo che le forze separatiste dello STC, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti, avevano conquistato ampi territori a dicembre. Tuttavia, le fazioni fedeli all’Arabia Saudita sono riuscite a riconquistare parte del terreno perso, scatenando una serie di bombardamenti sauditi nella regione di Al Dali, la roccaforte di Al-Zubaidi. Secondo fonti ospedaliere, questi raid hanno provocato almeno quattro vittime civili.
La causa separatista e il quadro geopolitico
Al-Zubaidi guida un movimento che aspira a ristabilire uno Stato indipendente nel Sud Yemen, dove fino al 1990 esisteva la Repubblica Democratica Popolare dello Yemen. La sua fazione, pur formalmente alleata con il governo yemenita anti-Houthi, ha mostrato un crescente distacco, culminato nella sua destituzione per alto tradimento e tentata secessione.
In un’intervista recente, Al-Zubaidi ha dichiarato la volontà del Sud Yemen di aderire agli Accordi di Abramo e di normalizzare le relazioni con Israele, segnando un cambiamento significativo nella politica estera di una regione storicamente ostile a Tel Aviv. Questa svolta riflette la crescente influenza degli Emirati Arabi Uniti, principali sostenitori dello STC, e la volontà di collocare il progetto separatista all’interno del nuovo equilibrio geopolitico mediorientale.
Intanto, l’Arabia Saudita ha invitato le parti a un dialogo a Riyadh, con l’obiettivo di mettere fine agli scontri interni. Tuttavia, l’assenza di Al-Zubaidi dai colloqui ha complicato ulteriormente la situazione, contribuendo all’escalation delle tensioni nel paese.






