Washington, 18 febbraio 2026 – Il governo statunitense ha annunciato nuove misure restrittive sui visti contro funzionari iraniani, in un contesto di crescenti tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Iran.
Nuove restrizioni sui visti per funzionari iraniani
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha comunicato l’imposizione di restrizioni sui visti a 18 funzionari del regime iraniano e ai loro familiari. Secondo una nota ufficiale del Dipartimento di Stato, i soggetti interessati sono considerati complici di gravi violazioni dei diritti umani, con particolare riferimento alla repressione della libertà di espressione e di riunione pacifica in Iran.
Questa misura si inserisce nel quadro delle crescenti pressioni internazionali contro la Repubblica Islamica, che si trova al centro di numerose controversie politiche e militari. Gli Stati Uniti sottolineano la necessità di adottare azioni mirate per isolare i responsabili delle repressioni interne e delle politiche autoritarie del regime.
Tensioni regionali e scenari di conflitto
Parallelamente a queste restrizioni, Israele ha dichiarato uno stato di alta allerta in previsione di possibili attacchi contro l’Iran, mentre la Casa Bianca ha reso noto che nei colloqui sul nucleare con Teheran sono stati compiuti “alcuni progressi”, come riferito dalla portavoce Karoline Leavitt.
Intanto, il presidente Donald Trump ha rilanciato, tramite il suo social Truth, la questione strategica dell’isola di Diego Garcia, sostenendo la necessità per gli Stati Uniti di mantenere una base militare in quella località in caso di un mancato accordo con l’Iran.
Le tensioni rimangono alte in una regione che continua ad essere teatro di delicate dinamiche geopolitiche, con gli Stati Uniti impegnati a mantenere la pressione per limitare le capacità militari e nucleari di Teheran, mentre il regime iraniano insiste nel rifiuto di trattare “sotto minaccia”.






