Washington, 5 febbraio 2026 – Il Washington Post affronta una delle crisi più profonde della sua storia recente con un taglio drastico del personale che coinvolge circa il 30% della redazione, pari a 300 giornalisti su un totale di 800. L’annuncio ufficiale è stato dato da Matt Murray, direttore esecutivo del quotidiano, che ha parlato di un «riassetto strategico» necessario per garantire la sopravvivenza e il futuro della storica testata di proprietà di Jeff Bezos. Questa riduzione di organico rappresenta un duro colpo per la testata, che vedrà chiudere definitivamente le sezioni dedicate a libri e sport, mentre la copertura di esteri e cronaca locale subirà pesanti ridimensionamenti.

Un taglio drammatico e le conseguenze sul giornalismo
Le conseguenze di questo drastico taglio al personale si manifestano in modo immediato e tangibile: reporter di rilievo come Lizzie Johnson, inviata in zone di guerra, sono stati licenziati anche mentre erano in missione, come nel caso dell’Ucraina. Altri giornalisti esperti, tra cui Yeganeh Torbati dall’Iran e Turchia, Claire Parker dal Cairo e Loveday Morris da Berlino, hanno perso il lavoro. A seguito di queste decisioni, è stato cancellato anche il podcast giornaliero Post Reports, simbolo della trasformazione digitale che il giornale aveva intrapreso negli anni passati. Il Washington Post concentrerà ora le sue risorse su politica, economia e sanità, riducendo significativamente l’attenzione su affari internazionali e cronaca locale, e puntando a potenziare la copertura di tematiche scientifiche e tecnologiche.
Le difficoltà di Jeff Bezos e il confronto con il New York Times
Dal 2013, anno in cui Jeff Bezos ha acquisito il Washington Post per 256 milioni di dollari, la testata non è riuscita a trovare una stabilità economica duratura. Matt Murray ha definito il quotidiano un «giornale di un’altra epoca», evidenziando la difficoltà di adattamento al mondo digitale e alle nuove sfide del mercato editoriale. Nonostante gli investimenti, anche corposi, come i 75 milioni di dollari spesi per il docufilm Melania per attrarre l’attenzione politica, il Post non è riuscito a replicare il successo del New York Times, che nel 2025 ha registrato un incremento di 1,4 milioni di abbonati digitali.
Matt Murray e Jeff Bezos: ruoli e sfide attuali
Matt Murray, direttore esecutivo attuale del Washington Post, ha sottolineato come la riorganizzazione sia indispensabile per garantire la sostenibilità futura del quotidiano. Il suo ruolo è centrale nel guidare questa trasformazione, nonostante le difficoltà. Jeff Bezos, fondatore di Amazon e secondo uomo più ricco al mondo con un patrimonio di oltre 239 miliardi di dollari, continua a mantenere la proprietà del giornale attraverso la sua holding Nash Holdings Inc. Bezos, noto anche per le sue iniziative spaziali con Blue Origin e per gli investimenti nel settore tecnologico, si trova ora a fronteggiare una delle prove più delicate della sua carriera imprenditoriale con il Washington Post.
Il Washington Post si trova dunque in una fase critica, con una drastica riduzione della forza lavoro giornalistica e una ridefinizione delle priorità editoriali, in un contesto di crescente competizione e trasformazione digitale del settore dei media.

