Roma, 24 gennaio 2026 – Gli USA hanno formalmente invitato l’Italia a diventare membro fondatore della Forza Internazionale di Stabilizzazione per Gaza. L’offerta, riferisce Bloomberg citando fonti diplomatiche, è stata presentata alla premier Giorgia Meloni e al Ministero degli Esteri italiano nel corso di questa settimana. Al momento, la decisione finale spetta al governo italiano e non è stata ancora assunta.
Il ruolo proposto per l’Italia nella missione a Gaza
Secondo quanto emerso, il contributo italiano non prevederebbe l’invio di truppe militari sul campo, ma si configurerebbe principalmente come un impegno all’addestramento della futura forza di polizia di Gaza. Il coinvolgimento dell’Italia sarebbe basato soprattutto sulla sua capacità di esercitare un’influenza politica significativa nei confronti degli attori regionali, inclusi gli Stati arabi, Israele e le autorità palestinesi. Fonti statunitensi hanno inoltre precisato che numerosi Paesi sono attualmente in trattative con Washington per partecipare a questo progetto di pace promosso dall’amministrazione Trump.
Questa ipotesi appare coerente con l’attuale impegno italiano, che vede i carabinieri già coinvolti nell’addestramento della polizia civile palestinese nell’ambito della missione Miadit a Gerico, finalizzata a rafforzare le capacità operative e di controllo del territorio delle forze di sicurezza palestinesi.
Dall’ufficio della premier Meloni non è arrivato alcun commento ufficiale sulla proposta, mentre il ministero degli Esteri italiano non ha risposto alle richieste di chiarimento. La portavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers, ha evitato di confermare se l’invito a Roma sia già stato formalizzato, ma ha anticipato che gli annunci ufficiali relativi all’International Stabilization Force (ISF) sono imminenti.
Il coinvolgimento italiano nelle missioni di pace nel Mediterraneo
L’Italia, con una lunga tradizione nelle missioni internazionali, è attualmente impegnata in diverse operazioni nella regione, tra cui la missione Unifil nel Sud del Libano e la missione Eubam al valico di Rafah, cruciale punto di passaggio tra Gaza e l’Egitto. Inoltre, l’impiego di una nave ospedale come la Vulcano per l’assistenza umanitaria a Gaza sottolinea il ruolo chiave che il nostro Paese riveste nell’area. La proposta statunitense si inserisce quindi in un quadro di continuità che vede l’Italia sempre più coinvolta in iniziative volte a garantire sicurezza, stabilità e supporto umanitario nell’area mediorientale.
La decisione di aderire alla Forza Internazionale di Stabilizzazione per Gaza, dunque, è attesa nei prossimi giorni, con la premier Meloni chiamata a valutare le implicazioni politiche e operative di un impegno che potrebbe rilanciare il ruolo dell’Italia sulla scena internazionale in un contesto cruciale per la pace e la sicurezza nel Mediterraneo.






