Pechino, 20 gennaio 2026 – La Cina ha confermato di aver ricevuto un invito ufficiale dagli Stati Uniti a far parte del Board of Peace, organo internazionale promosso dall’amministrazione Trump con l’obiettivo di supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza e potenzialmente allargare il proprio ruolo a conflitti più ampi. La notizia è stata comunicata dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, nel briefing quotidiano a Pechino, senza tuttavia specificare se la Cina abbia accettato o meno la proposta.
Stabilità e tensioni nei rapporti Cina-USA
Nonostante un anno segnato da una guerra commerciale caratterizzata da dazi reciproci a tre cifre e da una successiva tregua, le relazioni tra Pechino e Washington si sono mantenute in una condizione di stabilità dinamica complessiva. Il portavoce ha sottolineato come la cooperazione tra i due Paesi porti vantaggi a entrambi, mentre il confronto risulta dannoso. Tuttavia, le tensioni restano vive: la Cina ha ribattuto alle recenti mosse americane che hanno introdotto controlli stringenti sulle esportazioni e nuove sanzioni, accusando gli Stati Uniti di “doppi standard” e di aver compromesso il clima negoziale.
Il presidente Trump, da parte sua, ha cercato di smorzare i toni assicurando che “andrà tutto bene”, confermando la volontà di continuare il dialogo nonostante le divergenze.
Il Board of Peace e il ruolo di Trump
Il Board of Peace è stato concepito come un organismo per la supervisione della ricostruzione postbellica a Gaza, ma il suo statuto, secondo fonti giornalistiche come il Financial Times, non limita la sua azione al territorio palestinese. Il consiglio sarà presieduto da Donald Trump in persona, che avrà poteri esclusivi quali l’invito o l’espulsione di Stati membri, la nomina del Consiglio esecutivo e il diritto di veto sulle decisioni.
Tra gli altri leader invitati al Board figurano Vladimir Putin, Viktor Orban e Mark Carney. L’iniziativa è stata letta da alcuni osservatori come un tentativo di creare un organismo parallelo all’ONU, con un modello di governance fortemente centralizzato e personalistico, che ha già suscitato critiche per il suo carattere potenzialmente autoritario e per la marginalizzazione delle istituzioni multilaterali tradizionali.
Per approfondire: Trump lancia il Board of Peace: “Unire i leader mondiali per la pace in Medio Oriente”






