Bruxelles, 14 febbraio 2026 – “L’Europa deve diventare più indipendente“, ha affermato con fermezza la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Nel suo discorso, la leader ha sottolineato la necessità di un’Europa forte e autonoma in molteplici settori chiave per la sicurezza e la prosperità del continente, dal digitale alla difesa, passando per l’energia e le materie prime.
Ursula von der Leyen e l’Europa: tra indipendenza e alleanze transatlantiche
Von der Leyen ha evidenziato che l’indipendenza europea non è in contraddizione con i legami transatlantici: “Un’Europa indipendente è un’Europa forte. E un’Europa forte rende più forte l’alleanza transatlantica”. La presidente ha posto l’accento su una visione di autonomia strategica, che deve tradursi in una capacità di azione concreta e tempestiva in settori fondamentali per il futuro del continente.
L’urgenza di questa trasformazione è stata confermata anche da Mario Draghi, che ha lanciato un monito severo sull’inazione degli Stati membri dell’Unione Europea. Durante la stessa conferenza di alto livello, l’ex presidente della Banca Centrale Europea ha rimarcato come la lentezza nell’attuazione delle riforme minacci non solo la competitività europea, ma anche la sua sovranità. Draghi ha ribadito la necessità di attuare rapidamente il piano da lui elaborato, stimato in 800 miliardi di euro annui, per rilanciare il mercato unico e le industrie europee.

Le sfide strategiche dell’Europa nel digitale e nella difesa
Sul fronte tecnologico, von der Leyen ha posto particolare attenzione alla necessità di ridurre la dipendenza europea dal digitale esterno e ha invitato a investire in innovazione e infrastrutture digitali per rafforzare l’autonomia del Vecchio Continente. Parallelamente, la presidente ha sottolineato come la difesa europea rappresenti un ambito in cui non è più possibile dipendere da altri, citando il successo dello strumento Safe da 150 miliardi di euro per gli appalti congiunti in materia di difesa.
La Conferenza di Monaco, riconosciuta come il più importante forum globale sulla sicurezza internazionale, ha rappresentato quindi un’occasione cruciale per ribadire l’impegno europeo verso una maggiore autonomia strategica, in un contesto geopolitico complesso che richiede decisioni rapide e coordinate.
Un impegno collettivo per la difesa europea
Von der Leyen ha evidenziato che l’Europa deve essere pronta a sostenere ogni Stato membro in caso di aggressione, incarnando il principio “uno per tutti e tutti per uno”. Ha spiegato che questo impegno ha valore solo se fondato sulla fiducia reciproca e sulla capacità di agire rapidamente. Allo scopo di aumentare la prontezza, la presidente ha invitato a utilizzare creativamente gli strumenti esistenti, come la maggioranza qualificata, per decisioni più tempestive in ambito difensivo, superando il modello attuale che richiede decisioni unanimi e spesso rallenta le risposte comuni.
La crescita degli investimenti in difesa e la spina dorsale strategica europea
Nel 2025, la spesa europea per la difesa è cresciuta di quasi l’80% rispetto al periodo precedente alla guerra in Ucraina, un dato che Von der Leyen ha definito un “vero e proprio risveglio europeo”. Attraverso il programma SAFE, la Commissione investe in capacità essenziali come la difesa aerea e missilistica, i droni e la mobilità militare. La presidente ha annunciato che entro il 2028 gli investimenti europei in difesa dovrebbero superare quelli statunitensi per attrezzature analoghe. Ha inoltre sottolineato la necessità di sviluppare una “spina dorsale europea” di fattori abilitanti strategici, che includono lo spazio, l’intelligence e le capacità di attacco in profondità, senza lasciare tabù intatti.
Von der Leyen ha ricordato che la clausola di difesa reciproca dell’UE, sancita dall’articolo 42, paragrafo 7 del Trattato, non è un’opzione ma un obbligo, sottolineando che è giunto il momento di attuarla pienamente per garantire la sicurezza comune del continente.






