Bruxelles, 13 aprile 2026 – Entro la fine del mese la Commissione europea prevede di attivare un nuovo regime temporaneo sugli aiuti di Stato nel settore energetico, così da favorire gli investimenti necessari per affrontare la crisi energetica e rafforzare l’autonomia del continente. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles dopo la riunione dedicata all’impatto economico della crisi in Medio Oriente.
Nuove regole su aiuti di Stato e investimenti per l’autonomia energetica: parla Von der Leyen
Von der Leyen ha sottolineato l’importanza di investire i fondi europei, in particolare quelli della coesione, nell’autonomia energetica, nel potenziamento dello stoccaggio energetico e nella mobilitazione degli investimenti privati. “Incoraggio i Paesi membri a utilizzare appieno questi fondi per rafforzare la sicurezza energetica”, ha detto, ricordando che la Commissione questa settimana avvierà consultazioni con gli Stati membri per sospendere temporaneamente alcune norme sugli aiuti di Stato nel settore energetico. Il cosiddetto Temporary Framework, che consente una maggiore flessibilità, dovrebbe essere attivato entro aprile.
Nel contesto della crisi energetica, la presidente ha evidenziato come il caro bollette sia alimentato non solo dai costi del gas ma anche da tasse e oneri eccessivi, soprattutto sull’elettricità. Ha quindi invitato i governi a ridurre questi oneri e a facilitare le procedure di autorizzazione per nuovi investimenti, anche collaborando con istituzioni finanziarie come la Banca europea per gli investimenti (BEI).
La crisi in Medio Oriente e la sicurezza energetica globale
Durante la stessa conferenza, von der Leyen ha espresso preoccupazione per i raid in Libano, che rischiano di compromettere il processo di pace nella regione, sottolineando che “la sicurezza è indivisibile” e che la stabilità in Medio Oriente non può prescindere dal rispetto della sovranità libanese e da una cessazione completa delle ostilità. Inoltre, ha definito la chiusura dello Stretto di Hormuz un grave danno per l’economia globale, ribadendo la necessità della libertà di navigazione in questo passaggio strategico.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento in cui l’Unione europea intensifica le misure per contrastare gli effetti della crisi energetica e geopolitica.
La presidente von der Leyen ha poi ribadito la volontà di accompagnare queste strategie con azioni a livello nazionale, auspicando un approccio coordinato che possa tutelare l’industria europea, duramente colpita dall’aumento dei costi energetici, e garantire la competitività e la sicurezza dell’Unione.
Von der Leyen: “Serve il voto a maggioranza in Ue per superare lo stallo esteri”
Von der Leyen, ha ribadito l’importanza di riformare il processo decisionale in materia di politica estera dell’Unione europea, sottolineando la necessità di andare verso il voto a maggioranza qualificata per superare l’attuale impasse.
Verso il voto a maggioranza qualificata in politica estera
Nel commentare i risultati delle recenti elezioni in Ungheria, Von der Leyen ha affermato che l’Europa è oggi più forte e unita, evidenziando che il popolo ungherese ha scelto un percorso europeo. Tuttavia, la presidente ha ricordato che per migliorare l’efficacia dell’azione europea in politica estera è indispensabile superare l’attuale sistema di voto all’unanimità.
“Non dimentichiamo le lezioni imparate: andare verso il voto a maggioranza qualificata in politica estera è importante per sbloccare l’impasse in questo settore”, ha dichiarato. Questa posizione è in linea con l’appello di sette Paesi membri – Germania, Spagna, Paesi Bassi, Romania, Belgio, Slovenia e Lussemburgo – che hanno promosso un “approccio più pragmatico” nell’uso del voto a maggioranza qualificata in politica estera e sicurezza comune, come previsto dai trattati europei.
Il cosiddetto “Gruppo di amici del voto a maggioranza qualificata” vuole così migliorare la rapidità e l’efficacia delle decisioni europee, utilizzando strumenti già esistenti come l’astensione costruttiva e la clausola passerella, senza modificare i trattati.
Impatto della crisi energetica e prossime misure
Von der Leyen ha inoltre sottolineato l’enorme impatto economico della crisi derivante dalla guerra in Ucraina, evidenziando un aumento di oltre 22 miliardi di euro nella bolletta energetica europea per le importazioni di combustibili fossili dall’inizio del conflitto.
In vista del vertice informale dei leader europei a Cipro della prossima settimana, la presidente ha annunciato che la Commissione presenterà un pacchetto di misure per affrontare l’emergenza energetica. Queste misure puntano a un solido coordinamento tra gli Stati membri e a un forte investimento nell’autonomia energetica e nello stoccaggio, mobilitando sia fondi pubblici che privati.
“Abbiamo discusso una serie di misure che potremmo presentare, con l’obiettivo di garantire unità e forza all’Unione in questa crisi”, ha affermato Von der Leyen, ribadendo l’importanza della coesione europea nelle sfide internazionali.






