L’aeroporto internazionale di Vilnius è rimasto chiuso per quasi sette ore, dalla sera di ieri, giovedì 9 aprile, fino al mattino di oggi. Motivo? Palloni sospetti provenienti dalla Bielorussia che hanno violato lo spazio aereo lituano. Un blocco totale: nessun decollo, nessun atterraggio. Una tensione palpabile che non si ferma, segno di una crisi sempre più profonda tra i due Paesi. Nel cuore del Baltico, la sicurezza nei cieli è diventata una sfida quotidiana, con minacce che esulano dal consueto.
Aeroporto di Vilnius chiuso: cos’è successo?
Intorno alle 22 di ieri, i radar di Vilnius hanno individuato diversi palloni sospetti che si avvicinavano allo scalo. Per precauzione, tutte le attività sono state bloccate fino all’alba, azzerando il traffico aereo. Una decisione necessaria per evitare rischi a voli e passeggeri. Circa 30 voli sono stati cancellati o dirottati, coinvolgendo quasi 6.000 viaggiatori. Gli aerei in arrivo sono stati deviati verso aeroporti in Lettonia e Polonia, mentre altri sono tornati indietro.
L’arrivo irregolare di questi oggetti è solo l’ultimo di una serie di episodi iniziati mesi fa. Da estate scorsa, la Lituania registra incursioni frequenti di palloni dalla Bielorussia, con danni economici e disagi importanti per l’aeroporto di Vilnius, ormai sotto pressione da queste minacce “a basso costo”. Le autorità sospettano un uso strategico di questi palloni come arma ibrida per mettere pressione sulla capitale lituana, che ha anche istituito una no-fly zone lungo il confine con Minsk.
La risposta lituane e la strategia di Minsk
Il ministero degli Esteri lituano ha reagito subito, consegnando una protesta formale all’incaricato d’affari dell’ambasciata bielorussa a Vilnius. Il messaggio è chiaro: “queste incursioni sono provocazioni che mettono a rischio la sicurezza regionale e danneggiano infrastrutture vitali come l’aeroporto.” Le autorità lituane sono convinte che Minsk usi questi palloni per fare pressione politica, cercando di costringere Vilnius a riaprire un dialogo finora chiuso o molto teso.
Dietro a questi eventi c’è una strategia geopolitica più ampia. La Bielorussia, alleata della Russia, sfrutta mezzi difficili da intercettare con i normali sistemi di difesa aerea, testando la capacità di risposta e controllo delle frontiere baltiche. Questo fenomeno mostra come i confini europei siano vulnerabili a minacce “leggere” ma molto disruptive. Per Vilnius ora è fondamentale rafforzare la sicurezza e spingere per una risposta comune, europea e NATO, capace di anticipare e fronteggiare queste nuove sfide.






