Washington, 15 gennaio 2026 – La questione della Groenlandia continua a essere al centro delle tensioni tra USA, Danimarca e la stessa isola artica, che vanta un’autonomia sempre più marcata e un crescente desiderio di indipendenza. Il tentativo degli americani di acquisire il controllo del territorio, rilanciato dal presidente Donald Trump durante il suo secondo mandato iniziato nel 2025, ha provocato un netto rifiuto da parte del governo groenlandese e danese, alimentando un acceso dibattito internazionale.
Il contesto politico e strategico della Groenlandia
La Groenlandia, ufficialmente Kalaallit Nunaat, è una nazione costitutiva del Regno di Danimarca, con una popolazione di poco più di 56.000 abitanti (dato 2025) e una superficie di oltre 2 milioni di km², che la rendono il più grande territorio non autonomo al mondo. Nel 2009 ha ottenuto un significativo livello di autogoverno, con il trasferimento di competenze legislative e di gestione delle risorse naturali locali, mantenendo però la Danimarca al controllo della politica estera, della difesa e delle finanze. La sua ricchezza di risorse minerarie e petrolifere, unita alla posizione strategica nell’Artico, la rende un asset fondamentale per le potenze globali.
Nel 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato la sua idea di acquistare la Groenlandia, stimando il prezzo intorno ai 700 miliardi di dollari, una cifra che ha suscitato scalpore e forte contrarietà da parte della Danimarca e della stessa Groenlandia. Il primo ministro groenlandese, Jens Frederik Nielsen, ha ribadito con fermezza che l’isola “non è in vendita“, mentre il governo danese ha definito la proposta “assurda” e inaccettabile.
Le posizioni di Trump e Vance e le reazioni internazionali
Il presidente Trump, al suo secondo mandato dal 2025, con il vice presidente J. D. Vance, noto per le sue posizioni conservatrici e nazionaliste, ha fatto della Groenlandia un tema di sicurezza nazionale. Vance, che ha assunto la carica di vicepresidente nel gennaio 2025, ha espresso più volte critiche nei confronti delle istituzioni europee, accusandole di minacciare la sovranità dei singoli Stati e sostenendo la necessità di un rafforzamento delle relazioni bilaterali con gli USA. Il suo discorso del febbraio 2025 alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza ha sottolineato come la principale minaccia per l’Europa venga dall’interno e ha denunciato il rischio di una progressiva perdita di identità politica e libertà.
L’atteggiamento di Trump e Vance nei confronti della Groenlandia si inserisce in un più ampio quadro di revisione della strategia americana verso la NATO e l’Unione Europea, con l’obiettivo di limitare l’espansione dell’Alleanza Atlantica e di lasciare agli europei il controllo della maggior parte delle capacità di difesa convenzionali entro il 2027. Questa posizione ha suscitato preoccupazioni tra gli alleati europei e ha alimentato un clima di incertezza politica.

Le implicazioni per la NATO e i rapporti tra USA e Danimarca
La proposta di Trump di acquistare la Groenlandia, un territorio appartenente alla Danimarca, membro della NATO, ha sollevato interrogativi sul funzionamento dell’Alleanza. La NATO è nata come un’alleanza difensiva e non prevede negli accordi la possibilità che uno Stato membro attacchi un altro. Come ha chiarito la premier danese Mette Frederiksen, un attacco degli Stati Uniti alla Danimarca metterebbe fine all’Alleanza stessa, compromettendo la sicurezza costruita dopo la Seconda guerra mondiale.
L’articolo 5 del Trattato NATO prevede la difesa reciproca in caso di aggressione esterna, ma non contempla conflitti interni tra alleati o espulsioni di membri. Per questo, le tensioni sulla Groenlandia mettono a dura prova gli equilibri interni al patto atlantico.
Il governo danese, da parte sua, continua a sostenere con fermezza la sovranità sulla Groenlandia e il suo diritto all’autodeterminazione, mentre il governo groenlandese si muove con crescente autonomia, interessato a rafforzare i legami economici e strategici, anche con gli USA, ma senza rinunciare alla propria indipendenza.






