Washington, 16 gennaio 2026 – La prima vendita di petrolio greggio venezuelano negli Stati Uniti ha segnato un evento di rilievo, essendo stata assegnata a una società il cui principale trader petrolifero è uno dei maggiori donatori alla campagna per la rielezione di Donald Trump. L’inchiesta esclusiva del Financial Times rivela come la transazione, del valore di 250 milioni di dollari, sia stata condotta da Vitol, multinazionale olandese leader nel trading di commodity energetiche, con un coinvolgimento diretto di John Addison, senior trader del gruppo e generoso sostenitore politico di Trump.
L’accordo per il petrolio venezuelano
John Addison ha donato circa 6 milioni di dollari a comitati di azione politica pro-Trump, tra cui ben 5 milioni versati a Maga Inc. nell’ottobre 2024, secondo i dati di OpenSecrets. Addison, insieme a Ben Marshall, capo della divisione statunitense di Vitol, ha partecipato a un incontro di alto profilo alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump lo scorso venerdì, dove Vitol è stata l’unica azienda rappresentata da due dirigenti di vertice.
Durante l’incontro, Addison ha assicurato a Trump che Vitol avrebbe negoziato il miglior prezzo possibile per il petrolio venezuelano destinato agli Stati Uniti, sottolineando che “l’influenza che lei esercita sui venezuelani farà sì che ottenga ciò che desidera”. Vitol ha precisato che le donazioni di Addison sono state effettuate a titolo personale.
Vitol, con un fatturato di oltre 500 miliardi di dollari nel 2022 e una flotta di 250 navi, è un gigante nel commercio di petrolio e prodotti energetici, operando a livello globale con una presenza consolidata in raffinazione, logistica e produzione. Recentemente ha acquisito la maggioranza di Saras, la seconda raffineria italiana, rafforzando la sua presenza strategica nel Mediterraneo.
Le reazioni ufficiali
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha difeso l’operato del presidente Trump, dichiarando che il suo impegno è sempre stato rivolto al migliore interesse degli Stati Uniti, anche mediando questo storico accordo energetico con il Venezuela, avvenuto subito dopo l’arresto del presidente de facto Nicolás Maduro per presunti legami con il narcotraffico.
Anche la società competitor Trafigura ha acquisito petrolio venezuelano per 250 milioni di dollari, evidenziando un interesse crescente delle grandi multinazionali del trading energetico verso il greggio venezuelano, nonostante le tensioni politiche intorno al paese sudamericano.
Le dinamiche di questo accordo riflettono il complesso intreccio tra politica, affari e geopolitica energetica, con Vitol al centro di un’operazione che rafforza la sua posizione globale ma solleva interrogativi sulle influenze tra donazioni politiche e contratti commerciali di alto profilo.






